Martedì, 20 Novembre 2018

Ricoveri in calo nel 2013, riduzioni al top in Sicilia

ROMA. Gli italiani "frequentano sempre meno gli ospedali, con un calo continuo nei ricoveri negli ultimi anni che ha portato, nel 2013, a scendere sotto i 10 milioni. Le cifre sono fornite dal rapporto annuale del ministero della Salute, che si basa sulle schede di dimissione ospedaliera (Sdo), e che vede il calo più marcato in Sicilia e Calabria.

«Ad eccezione della Valle d'Aosta, che aumenta il suo volume di attività - si legge nel documento - tutte le altre regioni mostrano una riduzione dell'attività per Acuti, da un minimo di -1,5% in Abruzzo e -1,8% in Campania ad un massimo di -10,9% in Sicilia e -9,5% in Calabria. La composizione dell'attività per Acuti mostra nel 2013 una riduzione del Regime diurno dal 27,1% al 26,1% del totale; l'andamento è confermato pressochè in tutte le regioni, con l'eccezione della Regione Marche (+0,8%), Valle d'Aosta (+0,3%), della Campania (+0,2%), Lazio e Abruzzo (+0,1%). Le riduzioni più consistenti si osservano in Sicilia (-4,7%), Basilicata (-3,2%) e P.A. di Trento (-3,1%)».

Secondo il rapporto è aumentata anche l'appropriatezza e la spesa è leggermente in calo, da 29,6 a 29,1 miliardi di euro. Nel dettaglio sono 9.842.485 i ricoveri ospedalieri del 2013, corrispondenti ad un totale di 64.312.696 giornate, erogati nel 2013, con una riduzione rispetto all'anno precedente di circa 415 mila ricoveri (-4%) e di circa 2.394.000 giornate (-3,6%).
«La degenza media per acuti si mantiene pressochè costante da diversi anni - si legge nel rapporto - intorno al valore di 6,8 giorni, mentre per le degenza medie per riabilitazione e per lungodegenza si osserva un decremento a partire dal 2009; per l'anno 2013 la degenza media per riabilitazione in regime ordinario è pari a 25,7 giorni, mentre quella per l'attività di lungodegenza è pari a 27,6 giorni».

Sempre rispetto al 2012, i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza in regime ordinario sono diminuiti di poco più di 390 mila unità (-24% che corrisponde al doppio della riduzione osservata nel 2012) e quelli in regime diurno di circa 180.000 unità (-10%). La principale causa di ricovero è il parto, con 301.440 dimissioni, seguito da patologie cardiovascolari e respiratorie e interventi chirurgici per sostituzione di articolazioni maggiori o reimpianto degli arti inferiori.
    

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