Martedì, 20 Novembre 2018

Scrisse sul web "Forza Etna": donna accusata di odio razziale contro il Sud

MILANO. Ha pubblicato su Facebook un post con su scritto "Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili", augurandosi «una catastrofe naturale nel centro-sud Italia». Ora l'internauta, una donna, dovrà affrontare un processo con l'accusa di aver propagandato «idee fondate sulla superiorità razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali» e di «discriminazione razziale ed etnica». Lo ha deciso il pm di Monza Emma Gambardella che, dopo aver chiuso le indagini, ha disposto la citazione diretta a giudizio per l'imputata. A presentare una denuncia per quel post pubblicato sul social network è stato l'avvocato Angelo Pisani, presidente della Ottava Municipalità di Napoli, che si costituirà parte civile nel processo rappresentato dal legale Sergio Pisani. Stando all'imputazione, la donna, Donatella Galli, residente in provincia di Monza e Brianza, nell'ottobre del 2012 inserì su facebook la «foto satellitare dell'Italia priva delle regioni dal Lazio e dagli Abruzzi in giù e la frase 'il satellite vede bene, difendiamo i confini ...'. E poi commentò con un "mi piace" e scrisse 'Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsilì, augurandosi, come scrive il pm, "una catastrofe naturale nel centro-sud Italia provocata dai tre più grandi vulcani attivi colà esistenti". Il processo, in cui Angelo Pisani è "parte offesa" come presidente della Municipalità, inizierà a Monza il 23 ottobre del 2015 davanti al giudice Elena Sechi. "Intendiamo lanciare un segnale forte - ha spiegato Angelo Pisani - per far capire a tutti che la dignità dei cittadini italiani, siano essi meridionali o settentrionali, va rispettata e la violenza va ripudiata. E se non lo si comprende per senso civico, gli artefici lo capiranno pagando di tasca propria per le offese pagandone i danni". L'avvocato ha spiegato che "devolverà il risarcimento danni ad opere di scopo sociale o beneficenza". Secondo Pisani, "la condanna che potrebbe arrivare in questo processo rappresenterà un importante argine alla violenza, anche di connotazione razziale, che avvelena lo sport italiano, il web e la convivenza civile. È ancora forte - ha aggiunto - l'onda emotiva nel Paese per il ferimento a morte di un giovane, innocente tifoso di Scampia dinanzi allo stadio Olimpico. La famiglia di Ciro Esposito - ha concluso - ha impartito al Paese una grande lezione di civiltà con i suoi ripetuti inviti alla non violenza".

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