Martedì, 20 Novembre 2018

Dirigenti Ars, scatta la fuga per evitare le «sforbiciate»

Per ridurre le buste paga di tutte le categorie si tratterà coi sindacati
Sicilia, Politica

PALERMO. Applicati da subito i tagli al personale, scatta ora la fuga dall'Ars per evitare la riduzione delle buste paga. «Circa 10-12 dirigenti dell'Ars lasceranno gli uffici grazie alla pre-Fornero, cioè ai parametri in vigore prima della riforma del 2012. È una possibilità prevista dalla legge. So che così eviteranno il taglio degli stipendi. So che ci saranno polemiche per i baby pensionati dell'Ars perché c'è chi andrà via a 52 o 53 anni. Ma avevano maturato i requisiti e in ogni caso in questo modo ringiovaniamo i quadri dirigenti dell'Ars»: lo ha detto il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, durante la cerimonia del ventaglio. Insomma, dopo il segretario generale Sebastiano Di Bella, quasi tutti i burocrati d'oro che il famoso tetto lo superano, sono pronti ad approfittare delle due vie di fuga stabilite dall'ufficio di presidenza per andare in pensione prima che la scure si abbatta sui loro stipendi. Entro il 13 agosto potranno chiedere di andarsene, fino al 31 avranno la facoltà di tornare sui propri passi e infine il primo ottobre saranno pensionati. L'altra finestra, con gli stessi meccanismi, scatterà il prossimo gennaio.
Pronti a fare le valigie sono il vice segretario generale Salvatore Di Gregorio, il direttore della Ragioneria, Domenico Cuccia e poi Paolo Modica, direttore dell'ufficio che si occupa delle manutenzioni, Francesco Ajello (questura e provveditorato), Giuseppe Zarzana (II commissione permanente) e Iolanda Caroselli dell'ufficio trascrizioni.
Tra i «papabili» pronti ad occupare le poltrone lasciate vuote o, comunque, a conquistare posizioni di vertice, boatos vogliono che ci siano alcuni collaboratori di fiducia del neo segretario generale Fabrizio Scimè e vari consiglieri parlamentari: si tratta di Salvatore Pecoraro, Fabio Scalia, Filippo Palmeri, Riccardo Anselmo, Valeria Lo Verde, Maria Ingrao e Sabrina Gatto.
Ma intanto, per ridurre proporzionalmente le buste paga di tutte le categorie intermedie, il Consiglio di Presidenza avrà tempo fino al 30 settembre per condurre la trattativa con i sindacati interni all'Assemblea.
«C'è una paradossale situazione per la quale personale di carriera bassa prende più del presidente dell'Ars - aggiunge Ardizzone-. È una fase di transizione, ma la gestiremo. Non sono stipendi che ho messo io va ridotto ora tutto conformemente alla legge. Prima non era possibile toccare gli stipendi. Dal 24 giugno 2014 abbiamo un parametro oggettivo con una legge nazionale, a cui ci adegueremo. Nel corso del tempo in via transitoria sarà disciplinato tutto il problema dei tagli agli stipendi del personale. Questo palazzo le carte in regola ce le ha e le vuole spendere fino in fondo per difendere lo Statuto".

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