Domenica, 18 Novembre 2018

Smim di Gela, in busta paga la beffa: agli operai solo duecento euro

Sicilia, Archivio

GELA. Buste paga più leggere per 98 operatori della Smim. I metalmeccanici hanno ricevuto stipendi inferiori a 200 euro, comprensivi del bonus di 80 euro previsto dal governo Renzi. Una vera e propria beffa che potrebbe convincere i lavoratori, in cassa integrazione ormai dall’inizio dell’anno, a formalizzare un esposto presso il locale reparto territoriale dei carabinieri. Secondo i vertici della ditta Smim che a gennaio, dopo 54 anni, non è riuscita a rinnovare il contratto quadro di manutenzione degli impianti della Raffineria Eni, “sono state pagate la retribuzioni relative alla mensilità di giugno. Comunque – precisano – lo scorso venerdì è stata avanzata una richiesta di proroga in cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre. Siamo in attesa di una risposta prima di allora non saremo nelle condizioni di anticipare le somme”. La questione approderà comunque all’ufficio provinciale del lavoro.
I sindacati hanno chiesto una convocazione che potrebbe avvenire già la prossima settimana. I metalmeccanici della Smim insieme a quelli della Tucam dall’inizio dell’anno hanno promosso una serie di manifestazioni di proteste per essere assorbiti dalle imprese, Sicilsaldo e Tucam, che si sono aggiudicate il contratto quadro di manutenzione degli impianti all’interno della fabbrica di contrada Piana del Signore. La Smim, alla presenza del prefetto, si era impegnata ad anticipare le somme dei lavoratori in cassa integrazione fino a maggio.
Nel rispetto dell’accordo sarebbero state corrisposte anche le due giornate di giugno (1 e 2 giugno). I sindacati avevano sottoscritto un accordo in prefettura per assumere 90 metalmeccanici, silurati dalle imprese dell’indotto Smim e Tucam, a giugno e gli altri entro il 15 luglio. Intanto proprio i vertici di Smim confermano che a causa del blocco dell’attività produttiva della Raffineria non sarà possibile anticipare ulteriori somme. “La Smim ha perso a gennaio il contratto quadro di manutenzione degli impianti che gestivamo da 54 anni in favore di Sicilsaldo e Ergo meccanica. – spiegano i vertici dell’impresa di metalmeccanica - Ci chiediamo come mai la nostra società non ha più un contratto ma si trova ancora i lavoratori e le subentranti imprese hanno un contratto in mano ma nessun lavoratore assunto”. In verità parte delle risposte alle perplessità mosse dalla Smim sono riconducibili alla decisione dell’amministratore delegato Eni, Cladio Descalzi, di ridimensionare la Raffineria e tagliare l’investimento di settecentomilioni di euro annunciato lo scorso anno che prevedeva la riconversione degli impianti alla produzione di gasoli di qualità. Lu.Ma.

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