Venerdì, 16 Novembre 2018

È grande caos in Consiglio a Mussomeli, vola pure uno schiaffo al sindaco

MUSSOMELI. Un Consiglio comunale ad altissima tensione, con tanto di urla, insulti e poi alla fine c’è scappato pure uno schiaffo ai danni del sindaco. Aria elettrica in aula con tanto di prologo al Pronto soccorso, con Salvatore Calà che si è rivolto ai sanitari per farsi refertare il ceffone (forse più una pacca che uno sganassone) mollatogli dal consigliere d’opposizione Peppe Mancuso. Nervosismo ed agitazione a chiudere una seduta rovente, il cui prologo d’altronde non prevedeva nulla di buono. A riempire la tribuna i residenti e i villeggianti di contrada Manca, proprio coloro che più di altri si sentono minacciati dalla realizzazione del centro di raccolta della differenziata all’interno di un sito confiscato alla mafia. L’arrivo del primo cittadino in aula era stato accolto duramente dal pubblico; una contestazione forte che avrebbe rischiato di degenerare. Ma da un lato il buonsenso dei contestatori, dall’altro il cordone di sicurezza dei vigili urbani (gli unici soli a mantenere l’ordine pubblico), ha impedito che la protesta verbale tracimasse. Cosa ben diversa quanto invece, a tarda serata, accaduto nell’androne del palazzo comunale. Prima lo scambio di battute pesanti tra il primo cittadino e l’esponente del Gam, poi il contatto fisico. Ad intervenire gli altri colleghi che hanno riportato l’ordine e la calma. Calà però, nei minuti successivi, ha chiesto di essere accompagnato in ospedale. Giuseppe Mancuso, consigliere molto attivo, appassionato e per questo dal temperamento infuocato, ben presto ha riconosciuto di avere sbagliato. «Ho commesso un error e- ha ammesso nei minuti successivi ai colleghi ed anche al cronista - sono caduto nella provocazione. Ho reagito nel modo sbagliato e di questo mi scuso». Un pentimento sincero ed immediato di un ragazzo dalla forte passione politica. Il consigliere ha atteso il ritorno del sindaco al palazzo municipale, e con grande senso di maturità e serietà gli ha chiesto personalmente scusa. Sull’episodio incombe però l’incognita della denuncia penale. Subito dopo il fatto il sindaco aveva sostenuto la volontà di presentare una denuncia, poi le scuse di Mancuso sembrano averlo desistito dal proposito. «Su quanto accaduto non voglio rilasciare dichiarazioni- ci dice al telefono Calà- non ho presentato alcuna denuncia, sto riflettendo sul da farsi. Certo che quanto si è verificato è stato grave».

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