Domenica, 23 Settembre 2018

Nuovi manager della sanità, nomine e intoppi

Si delinea l’assetto dei vertici delle Asp. A Catania in sospeso gli incarichi di Angelo Pellicanò e Salvatore Paolo Cantaro. In salità la marcia del governo Crocetta per la nuova mappa di comando delle aziende. L’unica donna Ida Grossi, chiamata a dirigere il presidio di Caltanissetta
Sicilia, Cronaca

PALERMO. Due manager erano stati già revocati poco dopo la nomina, altri due rischiano di essere tagliati adesso. E così continua in salita la marcia per arrivare al nuovo assetto della sanità pubblica.
Martedì sera, al momento di formalizzare i decreti di nomina, la giunta Crocetta ha preso tempo su Angelo Pellicanò che dovrebbe guidare il Cannizzaro di Catania e Salvatore Paolo Cantaro che è destinato al Policlinico etneo. Nel loro caso il problema nasce da un complicato intreccio di norme: sono dirigenti in pensione a cui Crocetta aveva deciso di affidarsi ma il recente decreto Renzi impedisce proprio di affidare incarichi a chi è in quiescenza. Crocetta ha formalizzato la nomina il giorno prima dell’entrata in vigore delle norme nazionali ma i dubbi di natura giuridica sono rimasti, al punto che i tecnici hanno suggerito di chiedere un parere all’ufficio Legislativo e legale. Dunque trascorreranno alcuni giorni prima di poter sbloccare le nomine.
E nell’attesa lo stesso Pellicanò resta col vecchio incarico di commissario del Garibaldi di Catania bloccando a sua volta l’arrivo di Giorgio Santonocito.
Inoltre anche Ida Grossi, unica donna nominata da Crocetta, ha chiesto di ritardare il suo insediamento alla Asp di Caltanissetta perchè non riesce a liberarsi prima del 21 luglio dall’incarico che ha presso la Asl di Genova. E qui il meccanismo si fa ancora più contorto perchè, nell’attesa della Grossi, l’incarico resta allo stesso Santonocito che a sua volta attende di poter andare al Garibaldi di Catania. Tuttavia ci sono indiscrezioni secondo cui la Grossi sta prendendo tempo perchè attende di conoscere il nome del nuovo manager della Asl di Genova, incarico per cui è in pole position: dovesse riuscire a ottenere quella poltrona, rinuncerebbe a quella siciliana costringendo Crocetta a una nuova nomina.
In ogni caso il presidente deve sostituire Mario Zappia e Calogero Muscarnera a cui già nelle nomine del 31 marzo aveva affidato le Asp di Catania ed Enna. Ma i due erano subito risultati incompatibili. E a questo punto dunque le nomine per Crocetta potrebbero diventare 5: Asp di Cantania, Caltanissetta ed Enna, ospedale Cannizzaro e Policlinico etneo. Una eventualità che il presidente potrebbe sfruttare nella trattativa per riavvicinarsi al Pd di area cuperliana.
I ritardi nella definizione delle domine bloccano a cascata l’indicazione dei direttori amministrativi e sanitari in tutte le Asp e negli ospedali. Un passaggio che ogni manager dove definire all’interno delle strutture ma su cui è molto forte l’influenza dei partiti. Non a caso il congelamento delle nomine a Catania ha suscitato le perplessità anche di Nello Musumeci, etneo e presidente della commissione regionale Antimafia, e di Gino Ioppolo: «Assurdo e irresponsabile lasciare due importanti aziende ospedaliere di Catania senza una guida. Oltre ad essere pasticcione, il governo Crocetta diventa dannoso». Ioppolo e Musumeci parlano di fretta nelle nomine: «Per Crocetta la mediazione sul sottogoverno rivestiva priorità rispetto alle esigenze della sanità catanese». Ma Palazzo d’Orleans replica assicurando che entro pochi giorni arriverà il parere dell’ufficio Legale e subito dopo verranno sbloccate le nomine.

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