Giovedì, 20 Settembre 2018

Il made in Sicily di scena a Parigi Parole d’ordine: versatilità e riciclo

L’appuntamento. Ventitrè stilisti dell’Isola dal 4 luglio al Who’s next, vetrina del fashion che anticipa le tendenze mondiali. Tra i selezionati ampio spazio ai giovani
Sicilia, Moda e Bellezza, Tempo libero

PALERMO. Una vera e propria carica di siciliani partirà alla volta di Parigi, venerdì 4 luglio, per partecipare alla nuova edizione del Who’s next, vetrina del fashion che anticipa le tendenze mondiali, strizzando l'occhio ai generi più originali e glamour. Sono 23, infatti, le aziende selezionate dalla Regione che finanza la missione per mezzo delle risorse dell’Unione Europea (PO FESR 2007/13), attraverso l’assessorato Attività produttive, per questa edizione dove si è scelto di puntare, soprattutto, sui giovani. Vitussi di Vito Petrotta Reyes, Bakarà di Federica e Roberta Garofalo, Madì di Marzia Di Gaetano e Mad di Marzia Donzelli, Viola Murder sono solo alcuni dei marchi capitanati da under 40, o giù di lì, che parteciperanno a questa missione perché in grado di imporsi, nonostante il periodo storico economico, come realtà solide e rappresentative dell’Isola, meritevoli, cioè, di far parte di Mis Lab, acronimo di laboratorio Made in Sicily, nato per supportare le piccole e medie imprese del settore moda e gioielleria, sostenendo la loro presenza sui mercati internazionali e, con il progetto Settore Moda, permettere loro di partecipare alle più importanti e prestigiose fiere in Italia e all’estero. A prevalere nell’impronta stilistica data dai siciliani sono i concetti versatilità e riciclo. Irene Ferrara di SpazioIf propone una collana realizzata con fogli di carta presi dall’elenco telefonico. «La linea si chiama “chiamata persa”, - spiega la stilista – e deriva da fogli di elenchi, trasformati con un sistema di origami per formare intrecci di forme tridimensionali, arricchite senza appesantirle da vetri satinati, nei colori bianco e nero. Ogni pezzo si chiama con il nome di una città italiana e il suo relativo prefisso. Il primo creato è Palermo-091».
Realizza abiti unici, nel senso di diversi ciascuno dall’altro, Cettina Bucca, stilista di Milazzo che ricicla bottoni e tessuti antichi «che cerco ovunque o meglio, - sottolinea - sono loro che mi fanno l"occhiolino da qualche vecchio stipo o dovunque si trovino dimenticati ormai da tutti per conquistare una seconda e gloriosa rinascita». Il segno distintivo, invece, di Marianna Vigneri, è un fiore diverso per ogni modello ma presente in tutti, realizzato con ritagli e scarti di stoffe varie. Versatile perché reversibile è un concetto dominante nelle ideazioni della palermitana Marzia Donzelli, presente sul mercato con Mad dal 2007, si chiamano Luna i suoi pantaloni che, con piccoli accorgimenti, diventano una comoda maglia e Double quelli a fantasia da un lato e in tinta unita dall'altro, per sembrare diversi pur essendo sempre lo stesso capo. La designer Tina Arena di Messina, a Parigi, porterà la collezione estiva Would you like Dres(s)cape, «tre capi in uno – sottolinea – una mantella a comparsa, cioè un abito che “sciolto” ha una mini cappa e con un piccolo movimento diventa bolerino, copri spalle».
Tra le altre proposte creative dei marchi siciliani presenti in fiera fino al 7 luglio ci sono imprese note come Bellino, La Vie en Rose, Vuedu, la pelletteria di Loren's, Colori del Sole, Argentovivo e gli ori e gli argenti smaltati di Malafimmina della provincia di Alcamo, Rosa Vetrano, Eugenio Vazzano, Gate 31, Jadise, Stefano Corsini e Ignazio Bissoli.

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