Domenica, 18 Novembre 2018

Caltanissetta, la luce entro metà luglio nella contrada Stretto

Cinque famiglie, tra cui anche i proprietari di un’azienda agricola, attendono che venga ripristinata l’energia elettrica nella contrada. «Siamo disperati, non possiamo dare l’acqua agli animali»
Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Se tutto andrà bene l'energia elettrica in contrada "Stretto Garibaldi", località al buio già dal 6 giugno, arriverà a metà luglio. Sono questi i tempi prospettati dall'Enel ai residenti che continuano legittimamente a protestare per un black-out dai tempi biblici. I danni provocati dai ladri che hanno asportato il rame dall'attigua contrada "Cuti" si stanno rivelando più seri del previsto. L'ente sarà costretto a sostituire ben sette pali e installare cavi di un alluminio speciale anziché di rame. Una misura che l'ente sta cominciando ad adottare in altre zone della Sicilia dove si sono verificati raffiche di furti di cavi di rame. «All'Enel - ha dichiarato Giacomo Serafini, residente a Stretto Garibaldi - sono prospettati i disagi in cui si dibattono le cinque famiglie della zona e una grossa azienda agricola con centoventi capi di bovini. I responsabili del comparto Area e Progetto mi hanno detto chiaro e tondo che dovranno passare più di tre settimane prima che si possa procedere alla sostituzione dei pali. Ci è stato anche spiegato che ad agire, come avviene in casi del genere, siano stati almeno due ladri che adoperano guanti e cesoie speciali per tagliare i cavi. Fino a metà luglio, insomma, saremo costretti a vivere in piena emergenza". A "Stretto Garibaldi" i residenti hanno ripristinato un vecchio gruppo elettrogeno che viene attivato un'ora a pranzo e due ore la sera. Troppo poco per le esigenze di una comunità di venti persone (cinque famiglie in tutto) colpita dal gigantesco black-out la notte del 6 giugno per colpa di un evento purtroppo non raro dalle nostre parti. "Quella che si sta verificando è una interruzione di pubblico servizio a tutti gli effetti - ha aggiunto Serafini - e noi l'abbiamo esposta con chiarezza nell'esposto presentato ai carabinieri. Non si possono lasciare cinque famiglie e una grossa azienda agricola in condizioni da terzo mondo. Mancando la luce, manca tutto, compresa l'acqua che fatica ad arrivare non potendo nemmeno attivare i motorini di sollevamento. Una situazione a dir poco tragica e sfido chiunque a tirare avanti così. Facciamo la doccia a casa dei nostri familiari e sono loro che cucinano per noi.A Stretto Garibaldi il tempo si è fermato". 

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