Venerdì, 16 Novembre 2018

Mondiali, è disastro Italia: sconfitta contro il Costarica

Gli azzurri steccano clamorosamente la seconda partita del girone. I centroamericani vincono con un gol di Ruiz alla fine del primo tempo. Per andare avanti non bisogna perdere contro l'Uruguay
Sicilia, Sport

RECIFE. Crollo Italia, Costarica già agli ottavi. Nella partita che chiude la seconda giornata del girone D dei Mondiali giocata all'Arena Pernambuco di Recife, gli Azzurri di Prandelli perdono 1-0 contro i «Ticos», che si qualificano con merito addirittura con una gara d'anticipo. Decide il gol di Ruiz al 45'. Nella ripresa dentro Cassano, Insigne e Cerci ma il risultato non cambia. Martedì l'Italia si giocherà il passaggio del turno contro l'Uruguay, mentre l'Inghilterra è già eliminata.


 Dentro l'Arena  Pernambuco il rosso delle divise costaricane spicca maggiormente,  ma i Ticos hanno anche il vantaggio del colore dello stadio: le  poltroncine sono rosse e gli spazi vuoti sembrano giocare contro  gli azzurri. Gli italiani si fanno sentire, l'urlo «Italia Italia»  trova anche il contributo degli appassionati brasiliani, ma non  come a Manaus dove erano tutti schierati per la nostra Nazionale.  Qui si dividono, l'allegria e l'entusiasmo dei costaricani è  contagioso anche per la gente di Recife. 


«Sì se puede» (sì possiamo farcela) e «Ticos Ticos» continuano a  cantare i centroamericani, ma esclusi loro, lo stadio diventa  tutto «italiano» quando la palla passa tra i piedi di Pirlo e  Balotelli (qualche fischio, invece, per il brasiliano Thiago  Motta). Anche prima della gara, durante il riscaldamento  pre-partita e la lettura delle formazioni da parte dello speaker  della Fifa, il 9 e il 21 azzurro fanno il pieno di applausi,  staccando capitan Buffon oggi al rientro e raggiunto a Recife  anche dai suoi bambini. Sugli spalti tricolori da Potenza, Nocera  Inferiore, Angri, Imperia, Modena e Treviso, c'è anche uno  striscione bianco con la scritta «Ciro non mollare», dedicata al  tifoso del Napoli gravemente ferito prima della finale di Coppa  Italia dello scorso 3 maggio.   Si gioca alle 13 locali (le 18 in Italia), ma niente time out, la  temperatura non supera i 29 gradi, l'umidità è al 70% e c'è  anche un pò di vento, non si sono dunque gli estremi, per i  parametri della Fifa, per le soste consentite, ma anche il cileno  Osses, così come Kuipers a Manaus, quando può permette ai  giocatori di bere e idratarsi.


La partita stenta a decollare,  meglio il Costarica sul piano della corsa, ma la prima vera  palla-gol capita sul destro di Balotelli che sullo splendido  assist di Pirlo, prima sbaglia il controllo poi il lob. Poco dopo  un'altra occasione per «SuperMario», ma Navas c'è. Buon momento  per l'Italia, i tifosi dei ticos aumentano i cori trascinando i  centroamericani, pericolosi con Bolanos e Duarte.   il rigore (c'era) per un contatto con Campbell, poi non chiude  (anche Darmian in ritardo) su Ruiz che, servito dalla sinistra da  Diaz, mette dentro di testa.   È festa costaricana, in campo e sugli spalti. Nella ripresa  Prandelli inserisce subito Cassano per Thiago Motta (male), un  minuto dopo ci starebbe un rigore per Balotelli atterrato da  Duarte, poi ci provano Darmian e Pirlo, ma Navas è pronto.  Costarica gestisce palla, il ct azzurro si gioca anche le carte  anche Insigne Cerci, ma la partita scivola tra gli olè dei  «ticos» sui passaggi dei propri beniamini che fanno correre e  ammattire gli azzurri. Finisce 0-1, Costarica vince in campo e  sugli spalti.   

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