Martedì, 25 Settembre 2018

Maturità, vigilia travagliata a Caltanissetta: rinunce a «catena» dei commissari

Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Rinunce a catena di presidenti e commissari stanno caratterizzando l'immediata vigilia degli esami di maturità che inizieranno domani. Ieri pioggia di certificati medici sui tavoli dell'Ufficio Scolastico Provinciale (o Provveditorati agli Studi): ne sono arrivati diciotto, uno di un presidente di commissione, diciassette di commissari. Si aggiungono ai dieci, equamente divisi fra presidenti e commissari, pervenuti fino a sabato scorso. Il totale dei forfait arriva così a ventotto complessivamente, numero che ha obbligato il Provveditorato a fare le ore piccole per rimpiazzare, e a tamburo battente, i rinunciatari. Trovare i sostituti però non è stato facile. In tutto sono stati dieci quelli che hanno accettato, per tutti gli altri negli uffici di via Martoglio si sta lavorando a pieno ritmo per assicurare entro domani, data d'avvio degli esami di stato, il plenum delle commissioni. Si sta rivelando difficoltoso trovare docenti di lettere (soprattutto), diritto e lingue straniere disponibili a far parte delle commissioni dove si sono registrate defezioni tutte indistintamente provocate da improvvisi malanni fisici. La scuola più "colpita" è la "Luca Pignato" dove si è registrato l'en plein di rinunce (tre commissari su tre) sede di maturità ad indirizzo commerciale. In queste ore di vigilia si sta registrando quello che puntualmente si verifica ogni anno con la valanga di rinunce tutte supportate da certificazioni mediche attestanti le più svariate patologie. Le indennità fissate dal ministero per presidenti e commissari variano da un minimo di 900 euro fino ad un tetto di tremila euro. Ieri, come da calendario, c'è stato l'insediamento delle commissioni per le cosiddette operazioni preliminari che proseguiranno anche oggi. Quest'anno gli aspiranti alla maturità sono in tutta la provincia 2250 con netta prevalenza per gli indirizzi liceali e commerciali. IL calo di nascite ha prodotto indirettamente, dal 2010 ad oggi, la netta flessione di iscritti negli istituti superiori e il conseguente decremento degli aspiranti agli esami di stato.

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