Martedì, 20 Novembre 2018

Yara, fermato il presunto assassino Interrogato, non risponde al pm

Sicilia, Cronaca

BERGAMO. Il presunto assassino di Yara Gambirasio è stato sottoposto a provvedimento di fermo ed ora è interrogato. Lo ha appreso l'Ansa da fonti qualificate.   
L'uomo, quarantenne, è stato catturato dai carabinieri del Ros, dopo indagini condotte insieme alla Polizia. Si tratta di un quarantaquattrenne di Clusone (Bergamo), nella zona dove è avvenuto l'omicidio. Secondo quanto si è appreso ha tre figli ed è stato fermato dai carabinieri del Ros nella sua abitazione.  A lui si è arrivati per la sovrapponibilità del suo Dna con quello di 'Ignoto 1', rilevato sul corpo della ragazzina. Il Dna di «ignoto 1» era stato estratto dalla polizia scientifica.


FERMATO UN MURATORE INCENSURATO. Il fermato si chiama Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, ed è un muratore incensurato di Clusone. L'uomo, nato a Clusone, è stato prelevato stamane dalla propria casa di Mapello, a poco più di un chilometro di distanza da Brembate di Sopra, dai carabinieri del Ros.
"Non è il momento": risponde così, al telefono della casa di Mapello, una donna, molto probabilmente la moglie, di Bossetti, fermato con l'accusa di essere l'assassino di Yara Gambirasio.
Massimo Giuseppe Bossetti si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm. Lo ha spiegato il suo legale fuori dalla caserma dei carabinieri di Bergamo.


LE INDAGINI. Indagini «tradizionali» e, dal Dna, l'ultima conferma: in questo modo è stato individuato e poi fermato dai carabinieri del Ros Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Clusone accusato di aver ucciso Yara Gambirasio.    
Bossetti - secondo quanto appreso dall'Ansa - rientrava nel gruppo di soggetti che gli investigatori avevano individuato come coloro che potevano essere, in qualche modo, coinvolti nel delitto.  Il suo cellulare, infatti, è risultato tra quelli che avevano impegnato la cella della zona dove è stato trovato il cadavere, nell'ora in cui sarebbe avvenuto l'omicidio.    Inoltre Bossetti è un muratore, e le indagini si erano in particolare concentrate su chi lavorava nel mondo dell'edilizia: questo a causa delle polveri di calce trovate sul corpo e, soprattutto, nelle vie respiratorie di Yara.   
Il cerchio si è stretto ulteriormente grazie ad indagini che si sono concentrate sul quadro relazionale di Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno morto nel 1999 e individuato come il padre illegittimo dell'assassino. Gli investigatori, attraverso l'acquisizione di decine di testimonianze, hanno cercato di individuare la donna che avrebbe avuto una relazione con l'uomo e, infine, l'hanno trovata.     A questo punto mancava solo 'ultima conferma, la «prova regina»: è stato ricavato il dna di Bossetti e la compatibilità con la traccia di sangue trovata sul corpo di Yara lo avrebbe definitivamente incastrato.

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