Martedì, 25 Settembre 2018

Gela, senza stipendio da 6 mesi occupano il Comune

GELA. Ottanta operatori del servizio di assistenza domiciliare non ricevono gli stipendi da sei mesi. Secondo il sindaco Angelo Fasulo, la cooperativa Progetto Vita, che garantisce il servizio in città, avrebbe ricevuto tutti i pagamenti, regolarmente dal Comune. Le parole di rassicurazione non hanno convinto gli operatori che da ieri hanno deciso di occupare simbolicamente il Comune. Lunedì è previsto un incontro tra le parti, dove dovrebbe partecipare anche l’amministratore della cooperativa Progetto Vita. A sostenere la vertenza dei lavoratori è stata la Camera del lavoro Cgil, con il segretario Ignazio Giudice. «Non comprendiamo perché Pietro Marino Biondi, amministratore della cooperativa Progetto Vita, percepisce regolarmente i soldi dal Comune – accusa il sindacalista Giudice – ma non paga i lavoratori che, con spirito di responsabilità, continuano a garantire il servizio di assistenza domiciliare. Costringe persone che percepiscono appena 400 euro al mese a elemosinare le somme che gli spettano. È un atteggiamento assurdo da condannare». «L’atteggiamento di Biondi è irrispettoso - incalza Giuseppe Fava, presidente del consiglio comunale – Noi abbiamo pagato tutte le fatture ma lui continua a creare situazioni di apprensione tra l’amministrazione comunale e i lavoratori». I dipendenti della cooperativa Progetto Vita sono stati fatti accomodare nell’Aula consiliare, dove è voluto intervenire anche il sindaco Angelo Fasulo. «Non deve esserci uno scontro tra operatori e Comune – ribadisce il primo cittadino – Pur sapendo che i bonifici sono stati eseguiti ci attiveremo, immediatamente, a verificare la regolarità di ogni pagamento delle fatture presentate dalla cooperativa. La prossima settimana convocherò Biondi e una delegazione dei lavoratori per regolarizzare la posizione economica». Intanto Cgil e Cisl rivendicano il diritto di accendere i riflettori su tutti gli appalti e le convezioni erogate dal settore Servizi sociali del comune perché caratterizzati da una situazione di disagio economico degli operatori coinvolti. «Lo stipendio di gennaio se va bene arriva a luglio – conclude Giudice – eppure si tratta di piccole somme, anche poche centinaia di euro. Sfidiamo la politica a dare risposte chiare e concrete. Se il problema non è del comune ma delle cooperative, perché quest’ultime continuano ad aggiudicarsi gli appalti?». 

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