Mercoledì, 19 Settembre 2018

Fisco più semplice, ecco la riforma del Governo

Pronto pure un pacchetto di misure anti-corruzione. Allo studio la reintroduzione dell’autoriciclaggio e falso in bilancio. Il premier Renzi punta alla semplificazione con la dichiarazione dei redditi precompilata. Al vaglio modifiche anche al sistema di riscossione
Sicilia, Politica

PALERMO. Meno inghippi burocratici, un fisco più semplice e misure anticorruzione più severe. Il Consiglio dei ministri, oggi, oltre alla riforma della pubblica amministrazione, sarà chiamato a varare una serie di provvedimenti di primo piano. Il Governo punta alla semplificazione degli obblighi per cittadini e imprese. Il premier Matteo Renzi nei giorni scorsi aveva dichiarato che «il sistema fiscale in Italia è quanto di più assurdo, farraginoso e devastante immaginabile». Così, per invertire la tendenza, il primo atto sarà l’arrivo dall’anno prossimo della dichiarazione dei redditi precompilata, da spedire a casa di pensionati e dipendenti. Sarà rafforzato anche il ruolo dei Caf, che potrebbero diventare responsabili, anche economicamente, in caso di errori. Allo studio del Governo, ci sarebbero modifiche del sistema di riscossione, con una riforma dell’attività a livello locale, e il contrasto dell’evasione con strumenti telematici. Altri temi da affrontare, come ha ricordato il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, in audizione in Parlamento, sono la razionalizzazione dell’accertamento e la revisione del sistema sanzionatorio. Lo stesso Casero ha sottolineato l’importanza della fatturazione elettronica fra imprese private, con «un sistema premiale con immediato incasso dei crediti fiscali per chi aderisce». Non dovrebbe restare fuori la riforma del catasto, che punta a una maggiore equità nella tassazione degli immobili, con l’introduzione dei metri quadri al posto dei vani, la rivalutazione delle rendite e una maggiore cooperazione tra Agenzia delle Entrate e amministrazioni comunali.
Al vaglio del Cdm di oggi ci sarà anche un pacchetto di riforme anti-corruzione, dopo gli scandali Expo e Mose. In particolare, il Governo intende varare una nuova normativa sugli appalti pubblici soprattutto per ciò che riguarda le grandi opere, ma solo per i nuovi appalti. Le gare d’appalto si faranno sempre, tranne nei casi espressamente previsti. Una soluzione pensata per bloccare tutta una serie di deroghe che hanno consentito lo sviluppo dei casi di corruzione. Inoltre, le centrali d’appalto verranno ridotte e razionalizzate. Ciò consentirà anche una riduzione degli obblighi burocratici per le piccole e medie imprese, che però potrebbero subire multe salate se «scovate» a proporre ricorsi senza un fondato motivo. Se così fosse, le sanzioni potrebbero arrivare fino al 10 per cento del valore della causa.
La misura di maggiore impatto è l’abolizione della solidarietà fiscale tra appaltatore e subappaltatore. La bozza del provvedimento cancella le norme che impongono all’appaltatore principale di rispondere in solido con il subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi dei dipendenti dovute da quest’ultimo nell’ambito del contratto. Inoltre, per rendere più rapide le procedure di assegnazione dei contratti nelle gare a procedura aperta le stazioni appaltanti potranno verificare i requisiti del primo classificato, dopo aver aperto l’offerta tecnico economica. Il Governo studierà anche il Daspo verso i corrotti, più volte evocato dal premier Renzi, introducendo il reato di autoriciclaggio e reintroducendo quello di falso in bilancio. Resta da vedere come i provvedimenti del Cdm si intersechino con il ddl Anticorruzione. Infine, il numero uno dell’Authority Anticorruzione, Raffaele Cantone, riceverà poteri straordinari sui lavori dell’Expo. Il decreto legge dovrebbe riconoscere all’Authority sia un potere sanzionatorio che un potere ispettivo ma al momento sembra esclusa l’assegnazione dei poteri di revoca degli appalti.


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