Mercoledì, 14 Novembre 2018

Riforme: 13 senatori si autosospendono dal gruppo Pd

Sicilia, Politica

ROMA. Tredici senatori del Pd si sono autosospesi dal gruppo parlamentare in seguito a quanto avvenuto sulle Riforme e sull'allontanamento di Corradino Mineo dalla commissione. Lo ha annunciato il senatore Dem Paolo Corsini in Aula a Palazzo Madama.
I senatori autosospesi sono, afferma Corsini, «per ora, Casson, Chiti, Corsini, Gadda, Dirindin, Gatti, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Tocci, Turano».


RENZI: "NESSUNO HA IL DIRITTO DI VETO". «Noi non molliamo di mezzo centimetro, siamo convinti a cambiare il Paese. Le riforme non si annunciano, si fanno, e non lasciamo a nessuno il diritto di veto. Contano più i voti degli italiani che il diritto di veto di qualche politico». Così il premier Matteo Renzi, incontrando la comunità d'affari italiana prima di lasciare Pechino. «Saremo tanto più grandi nel mondo
- ha spiegato il premier - quanto più dimostreremo che siamo cambiati, che le riforme non si annunciano, si fanno». Renzi chiede un cambio di mentalità dell' Italia, di credere di più nel ruolo del nostro paese: «Dobbiamo essere consapevoli di quello che siamo, pur con i nostri limiti che è in primo luogo la mancanza di capacità di fare gioco di squadra».


MINEO: "LA MIA COLPA? AVER CRITICATO I COLONNELLI DI RENZI". «Apprezzo il Renzi politico e penso sia una risorsa ma il renzismo-stalinismo è grave. Non era mai successo che si violasse così l'articolo 67 della Costituzione». È quanto sottolinea il senatore Pd Corradino Mineo, commentando a Radio Popolare la sua sostituzione in Commissione Affari Costituzionali del Senato. «Da parte mia nessun veto, la mia colpa è quella di aver detto che i colonnelli di Renzi, Boschi, Zanda e Finocchiaro hanno gravemente danneggiato il progetto di riforma del senato voluto dallo stesso governo», aggiunge.
Il ministro Boschi e i senatori Zanda e Finocchiaro «hanno danneggiato il progetto» di riforme, «lo hanno fatto con un incomprensibile, arbitrario e supponente ritorno indietro rispetto al dibattito che si è svolto in Commissione. È un modo di procedere poco rispettoso del parlamento. Per aver detto questo sono stato cacciato», sottolinea ancora il senatore della minoranza civatiana Pd.

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