Mercoledì, 14 Novembre 2018

Pirlo, l’Italia può vincere i Mondiali

Il centrocampista azzurro: “Dopo Brasile 2014 lascerò la nazionale per dare spazio ai giovani”

MANGARATIBA. "Dopo Brasile 2014, un sogno per tutti i calciatori, come ho annunciato lascero' la nazionale per dare spazio ai giovani. Certo se poi ci dovesse essere ancora bisogno di me, non c'e' problema, torno: io sto mollando perché se rischio di non giocare mi incazzo, ma in caso contrario...". Andrea Pirlo plana sul mondiale quasi fosse una delle sue punizioni: le vedi partire, ti sembra di avere capito dove finiranno, inoffensive, e invece improvvisamente diventano imprevedibili e devastanti. Pareva al passo d'addio, il piu' brasiliano dei giocatori italiani, l'uomo che si prese la standing ovation del Maracana e oggi dopo avere ufficializzato il prolungamento di due anni del contratto con la Juventus ha catturato persino il deferente omaggio di Juninho Pernambucano, ex mago dei calci da fermo della Selecao. E invece rilancia, Pirlo. Sul piano personale, ma anche di squadra. "Ve lo dico io - afferma convinto - noi possiamo vincere il mondiale, io e miei compagni non ci accontentiamo di passare il turno. Siamo molto competitivi, cercheremo di raggiungere l'obiettivo massimo".        
Quando parla di sé, Pirlo regala agli interlocutori sensazioni strane: pare sereno, quasi distaccato. Poi pero' certi lampi degli occhi lasciano intendere che l'azzurro ha il fuoco dentro. E' un momento professionalmente eccezionale per lui, che pure sul piano umano vive una separazione dolorosa dalla moglie, al di la' del coinvolgimento nella sua nuova relazione con una ragazza di Torino: "E' vero che mi considerate una star solo da un paio di anni - dice ai giornalisti a Casa Azzurri - ma a me tutto questo non interessa. Io gioco perche' in campo mi diverto e guadagno pure, i campioni in divi li trasformate voi...''. Eppure le responsabilita' di un mondiale da protagonista, per censo calcistico e aspettative della torcida che lo adora, lo inseguono: "Non mi preoccupano, l'importante e' crederci e lavorare''. Visto che e' uno dei big del mondiale, lo inseguono anche le domande. "Il rinnovo con la Juve? Mi realizza, sono contento di continuare la splendida avventura, speriamo che i prossimi due anni siano come i primi tre. Ma ora l'obiettivo e' la Champions. Il centrocampo con Verratti e il doppio play? Stiamo provando questa soluzione con un centrocampista bloccato piu' due registi liberi di creare in giro per il campo evitando di dare punti di riferimento agli avversari. La soluzione del 4-1-4-1 ci piace, la convivenza con Verratti e' semplice: chi sa giocare non ha problemi a convivere".      
Sull'Inghilterra regala qualche ovvieta' ("Loro sono una grande squadra, migliorata molto rispetto all'europeo con l'innesto di giovani con facilita' di corsa"). E un bel ricordo: "Si', quel cucchiaio al portiere Hart che certo non l'ha dimenticato. Ma qui e' un'altra storia". Nega di essere preoccupato per il clima amazzonico di Manaus: "Fara' molto caldo, ma vale anche per l'Inghilterra. Con alimentazione giusta e idratazione si puo' ovviare". Piuttosto, spiega, "cerchiamo di evitare gli errori concentrazione individuale degli ultimi tempi che stanno causando lo scetticismo di chi ci segue". Torna sulla sua specialita', le punizioni, perche' i cronisti stranieri ne vogliono parlare in continuazione: "ora l'obiettivo e' diventare il piu' prolifico di sempre nei gol su calcio da fermo in serie A: mi mancano 3 o quattro reti, ora ho altri due anni, ce la dovrei fare". Chiude con un volenteroso giornalista argentino che gli chiede se da ct avrebbe portato al mondiale Tevez ("naturalmente si') e soprattutto un consiglio per migliorare il suo modo di calciare le punizioni. Lo guarda e torna ad accendersi, regalando un "cucchiaio" dialettico: "Migliorare chi, io o lei? Ah, lei? Lasci perdere, siamo gia' in tanti a provare a fare gol in quella maniera: alla sua eta' non c'e' piu' spazio...".

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