Venerdì, 21 Settembre 2018

Quegli sguardi diversi nelle stanze dell’Atelier

Inaugurata ieri la mostra «Luci e segni», quaranta scatti che reinterpretano attraverso il dettaglio le camere d’artista di uno tra gli hotel più insoliti al mondo. «Nelle immagini di Giovanni Pepi», dice Antonio Presti, «c’è etica e passione: per questo colgono al di là della visione»

CASTEL DI TUSA. Il dettaglio esce dalle camere d'arte timidamente, quasi in punta di piedi, è un oggetto, un taglio di luce, un colore, un'atmosfera. Il particolare potrebbe anche non avere un nome, ma ha sicuramente una sua forte personalità, lascia su chi ha guardato, e offre adesso agli altri il suo sguardo, lo stigma di un’interpretazione.
La piccola tessera del mosaico si prende dunque la rivincita e diventa protagonista nella mostra fotografica Luci e segni di Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia, inaugurata ieri mattina nei saloni dell'Atelier sul Mare di Antonio Presti a Castel di Tusa. Quaranta scatti, sospesi tra sogno e realtà, realizzati all'interno delle venti camere d'arte create da artisti nazionali ed internazionali che hanno reso l'albergo del mecenate siciliano un luogo unico al mondo per bellezza e suggestione.  
Ed è stato proprio Antonio Presti a dare il via alla visione della mostra e ad accogliere il pubblico molto numeroso che sin dalle prime ore della mattina ha raggiunto, da vari luoghi della Sicilia, l'Atelier sul Mare: «Il nostro maggiore nemico - spiega Presti - è l'ignoranza, e non mi riferisco a chi non conosce perché non sa, ma a chi sa e non vuol vedere. La conoscenza dà la libertà. Con Giovanni Pepi si è creato un rapporto speciale, ho avuto modo di conoscerlo a fondo e di capire che è un vero fotografo perché nel suo lavoro c'è etica e passione. Le foto - prosegue - colgono quel particolare che diventa unità e dunque valore aggiunto».
«Scopro Atelier e Fiumara a cose fatte - racconta Pepi - quando le ragioni dell'arte si sono già imposte sui torti della politica. Penso ad una vacanza nello “strano” albergo voluto da un mecenate “matto”. Vivo, invece, un indimenticabile incanto. Ogni stanza - aggiunge - nasconde un'idea, un progetto, una visione, un sogno. Niente di uguale si vede da una porta all'altra, i frammenti escono dalle stanze e vivono una vita propria».
Sull'identità territoriale, sulla bellezza e sui servizi punta Angelo Tudisca, sindaco di Tusa, che invita gli ospiti a fermarsi qualche giorno per poter constatare con i propri occhi la ricchezza culturale espressa da questo piccolo angolo di Sicilia.
Tra i presenti anche Renato Accorinti, primo cittadino di Messina, che in perfetta sintonia con Antonio Presti, aggiunge: «Solo attraverso la bellezza riusciremo a cambiare il nostro destino. Occorre lavorare con gioia perché le cose belle appartengono a tutti».
Subito dopo l'inaugurazione, la visita alle camere d'arte e, al calar del sole, un salto alla Piramide 38° parallelo, l'opera realizzata dall'artista Mauro Staccioli che svetta superba su un'altura che si erge nel vicino territorio di Motta d'Affermo.
La mostra di Pepi, organizzata dalla Fondazione Fiumara d'Arte con la collaborazione di Donatella Aiosa e col sostegno di alcun sponsor privati, si potrà visitare fino al 14 settembre.

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