Domenica, 23 Settembre 2018

Furti e frodi creditizie, in Sicilia 3.567 casi nel 2013

PALERMO. Nel 2013 i sistemi di rilevazione del fenomeno messi a punto dall'osservatorio CRIF hanno consentito di rilevare complessivamente più di 26.000 frodi creditizie, con un incremento del +8,3% rispetto all'anno precedente e perdite economiche che sfiorano i 162 milioni di euro. Nello specifico, le frodi creditizie - ovvero quegli atti criminali che i realizzano mediante furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l'intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene - pesano sempre di più sul credito al consumo.
Degli oltre 26.000 casi rilevati sull'intero territorio nazionale, 3.567 si sono verificati in Sicilia, dato che colloca la regione al 2 posto di questa poco invidiabile classifica alle spalle della sola Campania. Nello specifico, con 1.153 frodi creditizie la provincia di Palermo ha ottenuto il primato assoluto a livello regionale e la terza piazza nella graduatoria nazionale. Seguono nell'ordine Catania (che con 891 casi si colloca al 5 posto del ranking nazionale), Messina (355) e Trapani (328). Più distanziate le province di Siracusa (con 251 casi), Agrigento (210), Caltanissetta (174), Ragusa (134) ed Enna (71).
Per altro, è stata la provincia di Trapani ad aver fatto segnare l'incremento più consistente in regione, con un eclatante +55,5% rispetto alla precedente rilevazione.
L'analisi di CRIF sulla distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che quasi i due terzi (il 62,6% del totale, per la precisione) sono uomini. Nel corso del 2013 si registra, però, una sensibile crescita delle donne vittime di frode, con un +8,2% rispetto al 2012.
Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, in linea con quanto era stato rilevato anche nel corso del 2012 la fascia nella quale si rileva il maggior incremento
percentuale è quella degli under 30 (+26,1% del totale, seppur in calo rispetto al corrispondente periodo 2012). La classe di età che tuttavia ha fatto registrare il maggior incremento è quella tra i 51 e i 60 anni (+9,2%, con una quota pari al 14,9% del totale), seguita dagli over 60 (con un +6,0%).

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