Mercoledì, 21 Novembre 2018

Omicidio Raciti, respinto il ricorso di Speziale Cassazione: "Nessuna violazione dei diritti"

ROMA.  «Si tratta di deduzioni da una parte manifestamente infondate, dall'altra palesemente estranee all' oggetto del ricorso straordinario». Così la Cassazione - sentenza 23676 depositata oggi, udienza 7 maggio - ha dichiarato «inammissibile» il ricorso con il quale la difesa di Antonino Speziale, l'ultrà catanese condannato per l'uccisione dell' ispettore Filippo Raciti, ha sostenuto che nel processo la Corte di Assise di Appello di Catania, sezione minorenni, quando ha rideterminato in otto anni la pena comprendendo anche quella per resistenza inflitta in altro procedimento, avrebbe «violato e compresso il diritto di difesa» dell'imputato.    
In base alla tesi sostenuta nel ricorso straordinario dalla difesa di Speziale, - avvocati Giuseppe Lipera e Grazia Coco - di tali violazioni la stessa Cassazione non se ne «sarebbe avveduta» quando nel 2012 ha confermato il verdetto della corte di merito che, tra l'altro, aveva escluso decisività alla testimonianza di un teste che non aveva visto lanciare il lavello che ha colpito Raciti. Alle obiezioni i supremi giudici - in una sentenza molto snella - replicano che la Quinta sezione penale della Suprema Corte «aveva ampiamente valutato» i motivi di ricorso della difesa Speziale e nulla era stato tralasciato anche con riferimento «alla tardività della richiesta della difesa dell'imputato di acquisire al fascicolo per il dibattimento l'intero fascicolo delle indagini preliminari».    
Del tutto «congrua» - afferma la Cassazione - è stata poi la motivazione fornita dagli 'ermellinì «per respingere le richieste di riapertura dell'istruzione dibattimentale, sia quanto al contenuto della testimonianza del teste Bartilona».    
Ai difensori di Speziale, infine, la Cassazione rimprovera di aver tentato la carta del ricorso straordinario per rilevare errori di diritto quando tale mezzo serve solo per far correggere «errori di fatto» causati da «sviste o equivoci».
Fuori luogo è anche il richiamo alla violazione della 'Convenzione europea dei diritti dell'uomò dato che la Corte di Strasburgo non si è occupata del processo a Speziale e non ha mai accertato alcuna violazione dei suoi diritti di difesa.

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