Martedì, 13 Novembre 2018

Si vendica dopo il pestaggio: condannato a Riesi

RIESI. Lui, prima vittima di un episodio dal sapore vagamente sul genere «arancia meccanica», sarebbe poi stato accecato da sete di vendetta. Cedendo alla voglia di giustizia ”fai da te”. Ma con le persone sbagliate. Con chi, con quanto gli era accaduto, non avrebbe avuto proprio nulla a che spartire. Già, i suoi vicini di casa che aveva ritenuto fossero i mandanti di quel raid subito in casa. E per questo, dopo essersi reso protagonista di una violenta reazione animata da ripicca, a ridosso dello scorso fine settimana è stato condannato per la burrascosa storia. È un trentenne di Riesi, Maurizio M. (assistito dall’avvocato Agata Maira) che alla fine s’è ritrovato sul banco degli imputati per minacce di morte e danneggiamento ai danni dei suoi vicini - Rosamaria S. ed E. F. - anche se soltanto la donna (assistita dall’avvocato Giovanni Maggio) s’è costituita parte civile. Ed a lei, tra le pieghe della condanna a 6 mesi che il giudice Marco Milazzo ha inflitto all’imputato, la sentenza ha riconosciuto pure una provvisionale.
La tumultuosa storia, nella cornice di uno stabile di via Soldato Vella, a Riesi, avrebbe preso le mosse da uno spiacevole antefatto. Anche se sullo sfondo vi sarebbero antiche ruggini tra imputato da una parte e marito e moglie dall’altra.
In questo caso il trentenne poi finito alla sbarra, era stato vittima di un precedente pestaggio subito in casa. Sconosciuti avevano fatto irruzione nella sua abitazione malmenandolo. Brutti momenti da lui vissuti. Ma ben presto - secondo la tesi poi emersa in dibattimento - si sarebbe convinto che dietro quella spedizione vi fossero i suoi vicini. Che avrebbe ritenuto, sostanzialmente, i mandanti. E così, era per l’esattezza il 13 maggio di cinque anni fa, l’uomo sarebbe sceso in strada accanendosi contro l’utilitaria della coppia. Una Fiat «Punto» di cui avrebbe mandato in frantumi i vetri. E in quei frangenti avrebbe pure minacciato il marito della proprietaria dell’auto. Poi, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, accecato dalla rabbia, in una sorta di raptus, sarebbe tornato su per le scale cominciando ad urlare all’indirizzo degli altri due. «Tu me li hai mandati» avrebbe prima gridato alla donna, e poi, rivolgendosi a marito e moglie sarebbe andato oltre. «Vi ammazzo... vi brucio...», avrebbe strillato rivolgendosi a loro. E, armato di sedia, si sarebbe scagliato contro la porta di casa dei due che, a quel punto, si sono barricati dentro.
Quando è passato quel brutto quartod’ora, marito e moglie, sotto choc, sono finiti all’ospedale «Santo Stefano» di Mazzarino per la paura. Mentre per il sospetto aggressore è scattata la denuncia che, adesso, è culminata nella condanna.

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