Lunedì, 19 Novembre 2018

Regione, Montante: "Renzi si occupi della questione siciliana"

PALERMO. "Le riforme non restino slogan e annunci, altrimenti meglio tornare subito alle urne": lo ha detto Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, che oggi ha organizzato un incontro per discutere della situazione politica ed economica dell'Isola. "Crocetta faccia come Renzi - ha aggiunto - stabilisca un programma di interventi con delle scadenze e lo rispetti". Una posizione condivisa da tutti e tre i leader dei confederali in Sicilia e dai rappresentanti delle imprese, a cominciare da Antonello Montante che ha lanciato un appello al premier Matteo Renzi: "Si occupi della questione siciliana, intervenga in prima persona".
Per Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil siciliana, "la crisi ha cancellato in cinque anni 160 mila posti di lavoro, oggi ci sono 30 mila lavoratori che hanno fatto richiesta di ammortizzatore sociale per il quale peró ci sono solo 20 milioni, di certo insufficienti. Non è piú tempo di litigare, o si fanno le riforme o si torni subito alle urne". Claudio Barone, leader della Uil siciliana, ha attaccato il governo regionale: "Ieri c'era un vertice a Roma per discutere di investimenti produttivi per 700 milioni di euro. Il governo regionale non era presente e queste somme cosí saranno perse. Solo con la Lukoil parliamo di 1.700 posti di lavoro. Bisogna fare cose concrete. Dai forestali alla formazione, servono riforme, non solo annunci. Che fine fará personale delle Province?".
Per Maurizio Bernava, alla guida della Cisl siciliana, "siamo un'economia di guerra, invece ragioniamo come se ci trovassimo in condizioni normali. In Sicilia siamo ancora in piena recessione. Solo sulle spese di funzionamento c'é da recuperare molto per portare avanti una forte azione di risanamento. Non c'é un sistema informatico in grado di capire cosa succede nelle partecipate. E poi un'azione di recupero dell'evasione fiscale e rivedere la spesa europea fissando pochi interventi".
Duro anche Antonello Montante, leader di Confindustria Sicilia: "Se guardiamo il modello Renzi, non ha un consenso di partito ma di tutti gli italiani che hanno l'esigenza di affidarsi a qualcuno che faccia scelte immediate. Forse allinearci a quello che succedendo nel Paese non sarebbe male. Renzi ha trovato la sponda in Parlamento. Per cui se il governo fa errori, o magari non trova via d'uscita perche il bilancio è ingessato dalle solite spese, ha problemi con i numeri in Aula. Se non vi sta bene, andate a votare. Non abbiate paura che i deputati da 90 diventino 70. Una Regione che si rispetti ha un piano industriale che individui cosa fare. Bisogna che Renzi venga informato di quanto avviene in Sicilia, delle liti nel Pd, di quanto fa il governo".

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