Sabato, 22 Settembre 2018

Bolli auto «impazziti», non si dovranno pagare

L’Agenzia delle Entrate rassicura sulle oltre 5 mila cartelle che imponevano di versare la tassa. Il debito fiscale è del 2011. Sospesi gli invii e annullati gli atti in cui sono stati riscontrati errori. In alcuni casi, sono stati emessi senza tener conto dei versamenti totali o parziali già fatti
Sicilia, Economia

PALERMO. Disinnescate migliaia di cartelle pazze - oltre cinquemila soltanto in Sicilia, su più di 40 mila fra l’Isola e altre due regioni - che imponevano di ripagare di sana pianta il bollo auto o di veder lievitare la quota residua in caso di versamento parziale. Il debito fiscale è quello del 2011: dopo tre anni arrivano le rassicurazioni dell’Agenzia delle Entrate e le spiegazioni, guarnite di scuse ai contribuenti, della Sogei, società di «information technology» del ministero dell’Economia che provvede materialmente, da Roma, ai calcoli e alla fissazione degli importi contenuti negli accertamenti. Non erano stati calcolati i versamenti successivi al 2011, more comprese.

Insomma, il bollo lievitato o «duplicato» non dovrà essere pagato, mentre, in epoca di riscossioni telematiche, gli automobilisti ingiustamente tartassati si affannavano a cercare ricevute e meditare ricorsi. O, al peggio, pensar male delle agenzie di disbrigo pratiche (i cosiddetti intermediari) alle quali ci si rivolge sempre più di frequente. I casi in Sicilia, fa sapere la Sogei, sono ben 5.292, distribuiti in tutte le province. Ma l’Isola, fra le tre regioni colpite dal disguido, è quella che sta meno peggio: 17.388 gli avvisi sbagliati in Friuli Venezia Giulia, addirittura 21.502 in Sardegna.

Il primo sospiro di sollievo, per gli automobilisti, fra le righe della scarna nota dell’Agenzia, allertata dagli uffici territoriali dopo la valanga di rimostranze: «L’Agenzia delle Entrate - si legge nel comunicato della Direzione regionale -, a seguito di alcune segnalazioni degli Uffici territoriali, ha riscontrato un errore da parte di Sogei nella produzione degli atti di accertamento per il mancato o tardivo versamento della tassa automobilistica 2011, inviati a cittadini residenti in Sicilia. Infatti, in alcuni casi, è emerso che gli atti sono stati emessi senza tener conto di pagamenti totali o parziali della tassa. L’Agenzia - si legge ancora -, scusandosi con gli utenti per il disguido, ha già sospeso gli invii e ha annullato gli atti in cui sono stati riscontrati errori. I contribuenti interessati riceveranno una lettera di conferma dell’annullamento o, in caso di pagamento parziale, un nuovo atto con l'importo rideterminato». Con una postilla: ci si potrà rivolgere «per ulteriori informazioni all’ufficio indicato nell’atto».

Da Sogei, «nello scusarsi per il danno arrecato ai contribuenti siciliani, friulani e sardi», i dettagli tecnici dell’errore: sorta di «ravvedimento operoso» con una scelta di trasparenza, che chiama in causa il malfunzionamento della procedura informatica di accertamento. «L’individuazione delle posizioni interessate da mancato o insufficiente pagamento delle tasse automobilistiche erariali - precisa infatti la società pubblica di It - avviene mediante incrocio tra i dati dei veicoli tenuti al pagamento e quelli dei versamenti pervenuti dagli intermediari, al fine di costituire la base informativa da rendere disponibile agli uffici territoriali delle regioni per il recupero delle morosità». Una fase che, continua la nota, «viene innescata notificando centralmente ai proprietari dei veicoli, avvisi di liquidazione corredati del modello per il pagamento. Con riferimento agli avvisi errati, la causa è ascrivibile ad una anomalia nell’esecuzione della procedura informatica precedentemente descritta. Tale anomalia ha causato la mancata elaborazione di una parte dei versamenti effettuati successivamente al 2011, ma comunque relativi a quell’anno».

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