Sabato, 17 Novembre 2018

Mussomeli, in ospedale Tac a contrasto pure per i pazienti esterni

Al Longo il direttore del presidio sanitario, Alfonso Cirrone Cipolla, ha ottenuto il via libera per la riattivazione del servizio al termine dell’incontro con i vertici dell’Asp
Sicilia, Archivio

MUSSOMELI. Presto, anzi prestissimo, l’ospedale Longo potrà effettuare le Tac con i mezzi di contrasto. Un servizio che potrà essere eseguito sui pazienti esterni e quindi non soltanto sui degenti ricoverati.
Una piccola rivoluzione copernicana per un presidio in crescita ma che spesso deve fare fronte con continui stop dovuti alla burocrazia e a inutili inefficienze. Un successo ottenuto grazie all’impegno del direttore di presidio Alfonso Cirrone Cipolla, il quale ha chiesto un vertice in direzione generale per riattivare le prenotazioni sospese degli utenti esterni. La riunione si è svolta ieri mattina, alla presenza del direttore sanitario dell’Asp Lorenzo Lupo, del coordinatore dell’Asp Raffaele Elia, del primario di Radiologia Salvatore Mancuso ed ovviamente dello stesso Cirrone Cipolla.
«Si é stabilito- riferisce quest’ultimo- di programmare una mattinata, concordandola con gli anestesisti, per riattivare le sedute in Radiologia di Tac con contrasto. Il direttore Salvatore Mancuso ha dato la sua piena disponibilità a riattivare il servizio, mentre il direttore sanitario Lupo ha dato mandato al dottor Elia di contattare la settimana prossima il direttore dell’Anestesia e Rianimazione Giancarlo Floresta, alla presenza delle due anestesiste Fornaciari e Di Giovanni, per individuare una seduta a settimana da dedicare alle Tac e alle urografie con contrasto».
Il direttore di presidio Cirrone Cipolla ha voluto ringraziare Lupo “per la sensibilità dimostrata”. «In questi mesi- aggiunge- abbiamo lavorato tanto per attivare nuovi servizi e migliorare gli esistenti. Il presidio ospedaliero di Mussomeli ha avviato una nuova stagione e i numeri degli interventi e delle prestazioni sono in continuo aumento. La sicurezza del paziente é per noi prioritaria e non potevamo eseguire una simile prestazione senza la supervisione degli anestesisti, per tutte le complicanze che si possono manifestare».

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