Martedì, 25 Settembre 2018

Robert De Niro confessa: mio padre era gay

NEW YORK. Outing postumo per Robert De Niro Senior: il padre di Robert De Niro, un pittore noto soprattutto dopo la morte, era gay e «ne soffriva», ha rivelato l'ex «Toro Scatenato» in una intervista-confessione in vista dell'uscita di un documentario televisivo. «Mio padre viveva in modo conflittuale la sua omosessualità», ha detto il divo di Taxi Driver alla rivista gay Out: «E come poteva essere altrimenti?  Essendo di quella generazione, e specialmente a Syracuse, una piccola città dello stato di New York». Il documentario «Remembering the artist Robert De Niro Sr.» uscirà il 9 giugno: esplora la vita di un pittore e scultore che gravitava nell'ambiente degli artisti più famosi del tempo ma che non riuscì mai a sfondare e a un certo punto finì homeless sui marciapiedi di Parigi. De Niro Senior divorziò dalla moglie quando Robert era piccolo. Madre e figlio vissero assieme a Manhattan mentre il padre andava per la sua strada. «Io non mi ero accorto che fosse gay. E adesso vorrei che avessimo parlato di più della sua omosessualità. Ma mia madre non voleva parlare di nulla in generale e quando hai una certa età queste cose non ti interessano», ha rivelato il 70enne attore. Il documentario su Robert De Niro Senior, un espressionista astratto attivo a Soho allo stesso tempo di Jackson Pollock, Willem De Kooning, Andy Warhol and Mark Rothko, andrà in onda su Hbo. «Con papà non eravamo vicini. Non avevamo quel legame padre-figlio da giocare a baseball assieme, ma c'era sicuramente un legame», ha detto l'attore. De Niro ha rivelato che ha deciso di fare il documentario, un omaggio all'uomo i cui quadri sono appesi alle pareti del suo studio di Tribeca, in parte per farlo conoscere ai suoi figli. De Niro senior è morto a 71 anni di cancro nel 1993 e negli ultimi anni visse apertamente la sua omosessualità. «Non fu un padre cattivo, o un padre assente. Mi adorava. Come io con i miei sei figli». Nel documentario l'attore legge brani dei diari paterni in cui l'artista descrive come una «afflizione» il suo essere gay. «Ma anche questo fa parte della sua eredità. L'importante è non nascondere niente. La cosa più importante è la verità. Avrei dovuto farlo dieci anni fa, ma sono contento di averlo fatto adesso».

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