Lunedì, 19 Novembre 2018

Pochi soldi, Gibellina offre le pre-Orestiadi

In attesa della Finanziaria regionale, la Fondazione vara un progetto di teatro, musica, danza che prende il via venerdì e si snoderà fino all’11 luglio. Il sindaco Fontana e il direttore Collovà presentano 35 spettacoli che coinvolgeranno 150 artisti nel segno del contemporaneo

PALERMO. Un nuovo festival, aspettando le Orestiadi. Che, letto in filigrana, denuncia la crisi pesante della Fondazione di Gibellina sulla cui sopravvivenza pesano le decisioni della Regione. Nell'attesa, ecco sciorinati 35 spettacoli e una decina di proiezioni che coinvolgeranno 150 artisti: «Orestiadi nel segno del contemporaneo», finanziato con fondi Por Fesr 2007-2013, è stato presentato dal nuovo presidente e sindaco di Gibellina, Rosario Fontana, e dal direttore artistico Claudio Collovà. Un progetto che cerca di riconquistare un contatto con il territorio e coinvolge tutta Gibellina. Tanti gli spettacoli, impossibile citarli tutti: essenzialmente il programma si muove su più direttrici - cinema, teatro, danza, circo, musica e incontri - e cerca di dare spazio anche a giovani compagnie siciliane. Si comincia venerdì al Sistema delle Piazze: prima con l'artista turco Ziya Azazi, che reinterpreta in chiave contemporanea le danze sufi, e poi con i Radiodervish. Il teatro fa la sua comparsa il 5 giugno con Ogni qualvolta levo gli occhi dal libro dello stesso Collovà, a partire della tela Il mese delle vendemmie di Magritte; in seguito andranno in scena gli spettacoli di Giacomo Guarneri, Giuseppe Massa, Miriam Palma; ritornano in Sicilia sia Fanny& Alexander che Saverio La Ruina, e da Faenza arriva Fiesta dell'Ert, la Compagnia di Franco Scaldati riporta in scena Indovina Ventura e Paolo Rossi chiama a raccolta gli Arlecchini (da Ferruccio Soleri in poi) per il suo progetto che chiude il festival l'11 luglio. Per la danza e il circo, occhi puntati su Roberto Zappalà, Sosta Palmizi, Alessandra Luberti e i palermitani Tanto di cappello che faranno arrivare compagnie da Tolosa e Barcellona. La musica chiede aiuto al Conservatorio, a Curva Minore e al Brass, a performer olandesi e accoglie sia il newyorkese Leonard Eto che Ernst Reijseger con i Tenores di Orosei. Gran parte degli spettacoli saranno ad ingresso libero.
Il tutto in attesa delle Orestiadi vere e proprie che dipendono, come molte altre istituzioni, dalla nuova Finanziaria regionale. Se tutto va bene, la rassegna dovrebbe essere dal 16 al 26 luglio e ruotare su due progetti cardine: Odissea - Un racconto mediterraneo, regia di Sergio Maifredi, i canti divisi in 4 spettacoli affidati a Moni Ovadia, Giuseppe Cederna, Gioele Dix e Maddalena Crippa. E un focus sulla compagnia teatrale bolognese Laminarie, di Bruna Gambarelli e Febo Del Zozzo.

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