Venerdì, 16 Novembre 2018

Dell'Utri, Libano concede l'estradizione

Sicilia, Mondo

BEIRUT.  Il  Libano ha accolto la richiesta  di estradizione per Marcello Dell'Utri. Il relativo decreto è  stato firmato dal presidente della Repubblica Michel Suleiman,  secondo quanto ha riferito all'ANSA il giudice Ahmad al Ayubi,  che per il ministero della Giustizia segue la vicenda.     


Il giudice ha precisato che per diventare esecutivo il  decreto dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale,  probabilmente non prima di giovedì prossimo. Secondo altre fonti  legali a Beirut, invece, le estradizioni possono essere  normalmente eseguite senza attendere la pubblicazione. Comunque,  una volta che la decisione sarà stata ufficialmente comunicata  ai ministeri degli Esteri, della Giustizia e dell'Interno  italiani, verranno avviate le procedure per la consegna, che  secondo fonti informate dovrebbero richiedere qualche giorno.  Gli uffici dell'Interpol a Roma e Beirut dovranno concordare la  data della consegna e a quel punto alcuni agenti dell'Interpol  saranno inviati dall'Italia con un aereo di linea per prelevare  l'ex senatore di Forza Italia, condannato con sentenza  definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in  associazione mafiosa.     






Suleiman ha approvato il decreto in extremis, poche ore prima  di lasciare, oggi, il palazzo presidenziale di Baabda, sulle  colline a nord di Beirut, alla fine del suo mandato. In  precedenza il documento era stato firmato dal ministro della  Giustizia, Ashraf Rifi, e dal primo ministro, Tammam Salam, come  richiesto dalla normativa. Ma se il capo dello Stato non avesse  dato anch'egli entro oggi luce verde al provvedimento, i tempi  per la consegna all'Italia si sarebbero potuti allungare di  molto. Le forze politiche libanesi, infatti, non hanno ancora  raggiunto un accordo per fare eleggere dal Parlamento il suo  successore e quindi la carica di presidente sarà da domani  vacante. In questa situazione, a fare le funzioni di capo dello  Stato sarà collegialmente il Consiglio dei Ministri, dove la  richiesta di estradizione sarebbe dovuta diventare oggetto di  dibattito.     Dell'Utri, arrestato il 12 aprile all'Hotel Phoenicia di  Beirut e dal 16 aprile ricoverato in stato di detenzione  all'ospedale Al Hayat, nel sud della Capitale, ha detto lunedì  scorso di non volere ritardare l'estradizione e di non essere  venuto in Libano per sottrarsi alla Giustizia. Ma ha annunciato  che i suoi legali faranno ricorso presso la Corte europea per i  diritti umani contro la sentenza con la quale la Cassazione ha  confermato il 9 maggio la condanna inflittagli dalla Corte  d'Appello di Palermo.     


La scorsa settimana il ministro della Giustizia libanese,  Ashraf Rifi, aveva detto che quella di Dell'Utri era per Beirut  una «normale» procedura di estradizione, escludendo pressioni  politiche dall'Italia o da ambienti libanesi. La decisione è  stata presa in tempi molto rapidi, considerando che la richiesta  ufficiale di estradizione, con la relativa documentazione, era  arrivata solo il 7 maggio a Beirut. 

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