Sabato, 17 Novembre 2018

Tour tra le ville del ’700 a Palermo Così si riscopre la Piana dei Colli

Domenica un itinerario attraverso le dimore storiche e i loro giardini lussureggianti che hanno fatto da sfondo alla vita dell’aristocrazia cittadina a partire dal XVIII secolo
Sicilia, Tempo libero

PALERMO. Le ville palermitane del Settecento. Sono le protagoniste del tour, organizzato per domenica 25 maggio alle ore 9.30 dall'associazione di promozione turistica e culturale, Palermo Cultour.
Le affascinanti dimore storiche che saranno ammirate dai visitatori sono situate nella Piana dei Colli. La pianura che prende il nome proprio dai monti che la circondano e che sono tutti di altezza limitata e per questo ricordano delle colline. Un’ampia distesa che fino al Settecento era quasi completamente libera da abitazioni per la scarsa sicurezza della zona.
L'area era facile preda per i pirati. Ma non solo. L'altro motivo era la presenza degli acquitrini che rendeva malsana la piana. Il rischio di incursioni piratesche si affievolì solo nel Settecento. E così la nobiltà e la nuova borghesia realizzarono il loro desiderio: costruire sulla distesa delle abitazioni di villeggiatura. La Piana dei Colli fu, quindi, scelta per la costruzione di grandi ville circondate da rigogliosi e immensi giardini.
«Il giro tra le ville settecentesche sarà una piccola ma esauriente passeggiata - spiega Claudia Fucarino dell'associazione Palermo Cultour -. La visita di tre grandi complessi che si trovano nella Piana dei Colli, un territorio roccioso e poco fertile scelto dalla nobiltà palermitana, per la salubrità dell'aria, come luogo di villeggiatura che vide la trasformazione degli antichi bagli e casene in prestigiose case di vacanza».
Da Villa Niscemi alla Palazzina Cinese fino al Museo Pitrè. È il percorso che svolgerà chi vorrà partecipare al tour dedicato alle ville del Settecento della Piana dei Colli. L'avventura tra gli affreschi, i dipinti e le architetture comincerà proprio dall'abitazione che fu per almeno tre secoli della famiglia Valguarnera, Villa Niscemi. L'edifico che ospitò, inoltre, in alcune delle sue sale Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina d'Austria. «La visita inizierà con Villa Niscemi - continua Claudia Fucarino -, la residenza principale della famiglia Valguarnera di Niscemi prima di diventare sede di rappresentanza del Comune, ricca di arredi e decorazioni che la rendono una delle residenze meglio conservate di tutta Palermo».
Ma i gioielli d'arte da scoprire sono anche altri due: il palazzo realizzato dall'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia e il museo fondato nel 1909 dallo storico siciliano, Giuseppe Pitrè. «Andremo a scoprire il vero gioiello di Palermo, un unicum che dovrebbe essere conosciuto in tutto il mondo: la Real Casina Cinese, meglio conosciuta come Palazzina Cinese, residenza di Ferdinando III di Borbone, realizzata nel 1799 dall'architetto Venanzio Marvuglia in stile orientale su espressa richiesta del re» racconta Fucarino. Se il suo stile caratteristico dall'esterno attira l'attenzione, i suoi interni sono una stupefacente galleria di fregi e decorazioni ottimamente conservati e dal fascino inimmaginabile. La terza tappa è il Museo Pitrè, un tempo collegato all'attigua Palazzina Cinese, dove sono ancora visibili le cucine e le scuderie che oggi ospitano l'interessante museo etnoantropologico che raccoglie una vita di sforzi dello studioso omonimo, a raccogliere e catalogare tutta la storia del popolo siciliano.
Un patrimonio artistico-culturale conosciuto dalla maggioranza dei palermitani prevalentemente per nomea e che, invece, dovrebbe essere ammirato molto di più. Chi volesse scoprire questi tre scrigni d'arte nascosti, può chiamare il numero 3883651018 o mandare una mail all'indirizzo di posta elettronica, palermocultour@gmail.com. Inoltre è possibile prenotare direttamente on-line sul sito www.palermocultour.com/prenota. Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti tecnologici può acquistare i biglietti direttamente in via Principe di Paternò 30, sede dell'associazione turistica-culturale, Palermo Cultour.

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