Martedì, 13 Novembre 2018

Europee, in Sicilia strane alleanze spaccano i partiti

Nel Pd resa dei conti fra il presidente della Regione Crocetta e l’area cuperliana, test anche per l’asse Romano-Lombardo. In Forza Italia sfida tra i fedelissimi di Miccichè e gli ex An che puntano su Pogliese. Esame di maturità per i Grillini
Sicilia, Politica

PALERMO. C’è la ricostituzione dell’area An e il nuovo abbraccio fra gli ex Dc Saverio Romano e Raffaele Lombardo, prime mosse per lanciare un’Opa su Forza Italia. E c’è la volata fra correnti nel Pd che puntano a riscrivere la storia di questa legislatura e il futuro del governo. Senza dimenticare l’appello che i grillini rivolgono al popolo «per sfiduciare Crocetta». C’è tutto questo dietro le strane alleanze maturate in vista del voto di domenica.
Alleanze la cui tenuta è da verificare visto che la possibilità di esprimere tre preferenze nella scheda per le Europee rischia di annacquare il risultato. Forse anche per questo motivo l’asse che mette insieme Totò Cardinale, Michele Cimino, Pippo Gianni E Antonio Venturino (Moderati per la Sicilia) si sbilancia nel dire che «bisogna esprimere la preferenza secca per MICHELA STANCHERIS». La candidata espressa da Crocetta conta anche su Beppe Lumia e sul Megafono e su una rete trasversale costruita intorno al governo.
Ma le elezioni nel Pd si sono trasformate in una resa dei conti fra Crocetta e l’area cuperliana, rappresentata dal segretario Fausto Raciti e da Antonello Cracolici e che sostiene il tandem GIOVANNI FIANDACA-CATERINA CHINNICI. Ne è venuta fuori una sfida che ha messo in discussione il dogma dell’antimafia e che potrebbe far traballare il governo: «Dopo il voto - avverte Cracolici - decideremo se e come andare avanti. È chiaro che quello che Crocetta ha detto e fatto in questa campagna elettorale non può essere dimenticato».
Nel Pd non ci sono outsider. Il sardo RENATO SORU che in altri tempi avrebbe avuto poche chances può contare invece sul voto compatto del partito nella sua isola e sul sostegno dei renziani siciliani. Davide Faraone, braccio destro di Renzi, sta dando indicazioni per un terzina composta da MARCO ZAMBUTO, SORU e la capolista CHINNICI. Un modo per restare nei limiti dell’area renziana senza schierarsi nella guerra fra correnti. Che sta influenzando anche gli alleati: Articolo 4 di Lino Leanza ha messo in lista MICHELA GIUFFRIDA ma Luca Sammartino, oltre al nome della giornalista, sta sponsorizzando anche FIANDACA. E poi, sempre nel Pd, c’è l’area Dem di Giuseppe Lupo che punta tutto su GIOVANNI BARBAGALLO. Lupo da giorni ripete che «bisogna mettere da parte la sfida fra correnti e concentrarci sui veri avversari che sono la destra e i grillini».
Il Movimento 5 Stelle è nelle piazze da settimane e Francesco Cappello, capogruppo all’Ars, non ha dubbi: «Dalle urne ci aspettiamo un voto che suoni come una sfiducia popolare a Crocetta. Poi noi sapremo come impiegare all’Ars questo consenso». I 5 Stelle alle Regionali del 2012 centrarono il 18% cresciuto al 25 alle Politiche del 2013 e ora Giancarlo Cancelleri si sbilancia: «Possiamo essere il primo partito in Sicilia con il 30-35%». I grillini puntano a 3 degli 8 eurodeputati in palio.
Diversa è la partita che si gioca dentro Forza Italia. Qui l’area che fa capo agli ex An ha messo insieme una riorganizzazione totale del vecchio partito. E così riecco in campagna elettorale Nello Musumeci accanto ai deputati all’Ars Marco Falcone e Giorgio Assenza. E riecco anche l’ex presidente dell’Ars Guido Lo Porto e Marcello Tricoli. Tutti schierati a sostegno di SALVO POGLIESE, anche se nella terzina finirà pure SALVATORE IACOLINO. Musumeci fissa l’obiettivo: «Dopo le Europee faremo scelte strategiche. La vittoria di Pogliese può essere la scintilla per riaggregare la destra». E per arginare l’avanzata degli ex An in Forza Italia, Saverio Romano ha riaggregato l’area Pid e l’Mpa. E così gli uomini di Lombardo, dal figlio Toti al capogruppo Roberto Di Mauro, misureranno la loro consistenza votando per INNOCENZO LEONTINI. Nella sfida per la leadership di Forza Italia non può mancare GIANFRANCO MICCICHÈ, capolista, che insieme a Stefania Prestigiacomo e Francesco Scoma sta riorganizzando l’area più tradizionalmente azzurra del partito. E Scoma punta su un tatticismo: «Berlusconi ha scritto a tutti per chiedere di votare Gianfranco. Per noi va bene che il suo nome sia votato insieme a quello di POGLIESE».
Il Nuovo Centrodestra che ha costruito la lista insieme all’Udc cerca invece lo slancio, per dirla con le parole del co-coordinatore Giuseppe Castiglione, per «costruire l’area moderata. L’alleanza con l’Udc non è occasionale». Anche se uno, l’Udc, è al governo in Sicilia e l’altro, il Nuovo Centrodestra, è all’opposizione. E pure in questa lista la competizione è accesa visto che tutti i big si misurano: Castiglione scommette su GIOVANNI LA VIA ma in corsa ci sono pure l’altro coordinatore FRANCESCO CASCIO e il segretario dell’Udc GIOVANNI PISTORIO.

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