Domenica, 23 Settembre 2018

Dell’Utri, attesa ancora l'estradizione dal Libano

Sicilia, Mondo

BEIRUT.  A metà pomeriggio non era ancora stato emesso da parte del Libano il decreto di estradizione di Marcello Dell'Utri e, al momento, è impossibile prevedere i tempi in cui sarà fatto. È quanto hanno riferito all'ANSA diverse fonti a Beirut. «Il ministro della Giustizia ha già firmato il documento», ha sottolineato il giudice Ahmad Al Ayubi, che segue il caso, ma perchè diventi esecutiva l'estradizione deve essere firmata anche dal primo ministro e dal presidente della Repubblica. «L'apparato giudiziario ha svolto il suo ruolo e ha preso la sua decisione», ha sottolineato Al Ayubi.  «Per quanto riguarda ora il livello politico, non mi posso pronunciare», ha aggiunto il magistrato, incaricato dal ministro della Giustizia Ashraf Rifi di seguire la vicenda.   Anche una fonte dell'ufficio per gli affari legali della presidenza della Repubblica ha detto di non sapere ancora nulla del decreto. 
Il presidente Michel Suleiman ha ora poco più di 48 ore di tempo per firmare il decreto di estradizione, poichè alla mezzanotte di sabato terminerà il suo mandato e lascerà il palazzo presidenziale di Baabda. Le forze politiche non sono ancora riuscite a raggiungere un accordo per permettere al Parlamento di eleggere il suo successore. Se la carica dovesse rimanere vacante, come è successo per diversi mesi tra il 2007 e il 2008 prima che fosse eletto Suleiman, le funzioni del capo dello Stato sarebbero svolte collegialmente dal Consiglio dei Ministri, che a quel punto sarebbe anche chiamato a dare il via libera all'estradizione, se nel frattempo il presidente uscente non l'avesse approvata.   
Dell'Utri, arrestato il 12 aprile scorso all'Hotel Phoenicia di Beirut, rimane intanto in stato di detenzione all'ospedale Al Hayat nel sud della capitale. Nei giorni scorsi l'ex senatore di Forza Italia, condannato con sentenza definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, ha detto di non volere ritardare la propria estradizione.

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