Mercoledì, 21 Novembre 2018

Premio Livatino a Nicola Gratteri e giornalisti

COSENZA. Sarà consegnato domani alle 15.30 nell'University Club dell'Università della Calabria il Premio nazionale Iustitia - Rosario Livatino, organizzato dal Laboratorio universitario di Pedagogia della R-Esistenza del Dipartimento di Lingue e Scienze dell'Educazione dell'Unical.
Il Rettore dell'ateneo, Gino Crisci, e il Direttore del Dipartimento di Lingue e Scienze dell'Educazione, Franco Altimari, consegneranno la Croce bizantina, simbolo del Premio
dedicato al giovane magistrato ucciso dalla mafia. Sono stati insigniti del premio: per la sezione magistratura Nicola Gratteri; per la saggistica Pino Aprile; per la chiesa Don Pino Demasi; per la scuola Domenica Cacciatore; per i testimoni di giustizia Gaetano Saffioti; per il giornalismo d'inchiesta Riccardo Giacoia; per la Cultura e libera informazione, Giuseppe Baldessarro, Arcangelo Badolati e Attilio Sabato; per l'educazione alla legalità e la promozione della cittadinanza attiva Rosa Frammartino, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti; per l'editoria Walter Pellegrini e per la Web Tv d'inchiesta Elia Minari. Menzione speciale per il giornalismo a Giovanni Pastore.
Il Premio è parte integrante della due giorni seminariale organizzata dal progetto Pedagogia della R-Esistenza per una Nuova Educazione sul tema «Il sangue e la R-Esistenza antimafia del SUD», che si terrà domani e venerdì, rispettivamente all'University Club, a partire dalle ore 14,  e in aula Solano, a partire dalle ore 10. Interverranno in queste giornate di discussione i magistrati Nicola Gratteri e Francesco Minisci, lo scrittore Pino Aprile ed i giornalisti Giuseppe Baldessarro, Arcangelo Badolati, Riccardo Giacoia e Attilio Sabato, il questore di Cosenza Alfredo Anzalone, il sacerdote Don Pino Demasi, la dirigente scolastica di San Luca Mimma Cacciatore, l'imprenditore e testimone di giustizia Gaetano Saffioti ed il prof. Francesco Bruno. I due seminari sono dedicati alla messa in discussione dello stereotipo, ancora forte storiograficamente, di un Sud silente e complice delle mafie.

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