Mercoledì, 19 Settembre 2018

Notte dei musei in Sicilia, tanta folla e qualche intoppo

Lunghe code davanti agli ingressi. Disguido alla Zisa, dove il giardino è stato aperto alle 19, ma il Castello dalle 20. Nei siti della Regione orari diversi da quelli del Comune per l’inizio delle visite

PALERMO. Grande successo per la Notte dei musei, anche se con un piccolo strascico di polemiche, per i differenti orari rispettati dai diversi siti, vuoi regionali vuoi comunali.
In tutti i luoghi, musei e parchi, la gente si è precipitata, spesso con lunghe code: al Castello della Zisa il pubblico ha cominciato ad affluire sin dalle 18,30, sperando di entrare dalle 19, come recitava il sito del Comune. Solo che quest’ultimo è responsabile solo dei giardini, mentre alla Soprintendenza tocca il Castello, aperto invece gratuitamente dalle 20 alle 24 (come anche la Palazzina Cinese). Risultato: telefonate ai giornali, rimostranze ai custodi, ma dopo un’ora tutti dentro. «Peccato che Comune e Regione non si siano confrontati – dice Valeria Aldisio, che arriva da Milano -, ma capita spesso. L’importante è poter vedere il castello». «Eravamo qui dalle 18,30 – spiega Eleonora Formisano che ha avvertito il Gds – ma i cancelli erano chiusi e nessuno ci dava spiegazioni».
Una volta aperte le porte si è formata una coda ordinata, ma alla fine tutti hanno potuto visitare il «sollazzo» arabo. Chiusi i musei gestiti dalla Regione, mentre oggi (per la Giornata dei Musei) ingresso gratuito anche al chiostro di Monreale, San Giovanni degli Eremiti, Cuba, Necropoli punica, Terme arabe di Cefalà Diana, palazzo Ajutamicristo e la Magione. Alla Galleria d’arte moderna, invece, curata dal Comune, l’ingresso gratuito è iniziato alle 18,30: code ordinate e molta gente, soprattutto per le visite guidate tutte già prenotate sin dalla mattina. «Ho approfittato di quest’occasione per vedere la galleria. Ho anche portato amici romani», dice Francesca Mezzatesta. Pur di partecipare alla Notte dei Musei, una mostra privata come «Vintage» al Loggiato San Bartolomeo, invece dell’apertura gratuita, ha scelto di proporre un biglietto ridotto a tre euro, ma con fragole e spumante, e sin dalle prime ore del pomeriggio. Anche qui un sacco di gente in coda sin dal pomeriggio, accolte da Ninni Arcuri, proprietario della collezione, a «schitarrate». I giovani scoprono la Sambuca Molinari e il Vov che erano a casa della nonna, e i loro genitori si indicano i telefoni a disco che si usavano fino a vent’anni fa. I ventenni Riccardo Giacalone e Roberta Bisulca scoprono i manifesti della bionda Peroni. «Poi andremo alla Palazzina Cinese, non l’abbiamo mai vista e di sera sarà meravigliosa».

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