Mercoledì, 19 Settembre 2018

Fuga dal Belpaese: quasi 100 mila espatri

Boom di emigrazione in Inghilterra, diventata nel 2013 la prima meta mondiale per gli italiani, con tredicimila arrivi. La Sicilia è quarta nella classifica di chi se ne va. Ma la tendenza è più diffusa nel Centro-Nord, con il primato della Lombardia. Seguono Veneto e Lazio
Sicilia, Economia

PALERMO. Gli italiani che decidono di lasciare il Belpaese scelgono, in buona parte, la Gran Bretagna, 12.904 quelli che hanno scelto di trasferirsi Oltremanica nel 2013. Centomila in tutto in partenza dall’Italia con la Sicilia che perde il podio di questa triste classifica, passando dal terzo al quarto posto con 7.818 espatri. I dati sono quelli ufficiali dell’Aire (Anagrafe Italiani all’Estero)che fotografa la mappa degli italiani all’estero.
Nel 2013 la Gran Bretagna è diventato il primo Paese mondiale di emigrazione per gli italiani, l’incremento rispetto al 2012 è stato del 71,5%. Il vero boom di espatri verso il Regno Unito si registra soprattutto nella fascia fra i 20 e i 40 anni, 8487 gli italiani in quella fascia d’età che hanno scelto il Regno Unito (con un incremento dell’81% rispetto al 2012). I giovani fra i 20 e i 30 anni in partenza per l’Inghilterra sonos tati più dei 30-40enn, 4351 contro 4136.
L’emigrazione è comunque cresciuta a livello generale: 94.126 i connazionali espatriati, con un incremento del 19,2% rispetto al 2012 (anno nel quale la crescita era stata pari al 30%). Un vero e proprio boom quello registrato in soli due anni con un incremento del 55% (dai 60.635 del 2011). La regione che segna la maggiore crescita è il Lazio, ma si espatria sempre più dal Centro-Nord Italia. A livello di provenienza regionale, resta ampiamente primatista la Lombardia, con 16.418 espatri (+24,7% sul 2012), seguita dal Veneto (8743 emigrati). Tendenza questa che conferma i dati elaborati da Migrantes un anno fa, sempre in base ai numeri dell’Aire e secondo cui le regioni a registrare i maggiori addii al 1° gennaio 2013 erano state proprio Lombardia e Veneto.
Secondo il Rapporto sull’emigrazione di Migrantes, al 1° gennaio 2013 le dieci province con le comunità più forti all’estero erano Cosenza (152.403), Agrigento (152.403), Salerno (119.095), Napoli (113.787), Catania (108.413), Palermo (107.658) e Avellino (102.230). In nona posizione Milano (98.583) e, a chiudere, Potenza (95.653).
Oltre 12 mila i siciliani che nel 2012 avevano scelto di lasciare l’Isola e di trasferirsi all’estero. Sempre secondo Migrantes, i siciliani sono molto presenti in Germania (213.843 quelli registrati all’inizio del 2013), Belgio (95.280 alla stessa data) e in Argentina (77.631). Nel caso dei siciliani, la Gran Bretagna è, nella classifica delle mete, al settimo posto, con 25.072 residenti. A pagare il prezzo più alto all’emigrazione sono state negli anni le province di Agrigento, Catania e Palermo che, sempre secondo i dati di Migrantes a gennaio 2013, segnavano rispettivamente 144.946 , 108.413 e 107.658 cittadini residenti all’estero. I Comuni con più residenti iscritti nei registri Aire erano Palermo (24.974), Catania (17.347) e Licata (14.731).
Una comunità ampia quella dei siciliani all’estero, oltre il 7 per cento dei residenti nell’Isola, alla quale la Regione guarda con interesse. «Dobbiamo creare in Sicilia le condizioni perchè l’emigrazione sia una scelta e non una necessità - dice l’assessore regionale al Lavoro, alla Famiglia e alle Politiche sociali, Giuseppe Bruno - . Allora potremo guardare ai nostri giovani all’estero, ai tanti imprenditori che hanno fatto fortuna come una risorsa, mettere a punto forme di joint venture che rappresentino occasioni di sviluppo». Bruno pensa a una legge organica che «ragioni complessivamente sul tema, non solo in termini di amarcord». «Prima però - dice Bruno - dobbiamo fare ripartire l’economia, dare ai nostri giovani opportunità qua, a casa loro. La prossima settimana si sbloccherà Youth Garantee, un programma attraverso cui sono previste una serie di misure per i giovani, martedì approveremo la delibera in giunta, mercoledì o giovedì firmeremo la convenzione con il ministero».

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