Lunedì, 24 Settembre 2018

Signori, allora non si cambia

Sicilia, Editoriali

Ormai è evidente; l’idea è di non cambiare nulla. La Regione Siciliana risulta stretta tra la caduta in verticale delle entrate e l’inestinguibile sete di soldi per pagare salari e stipendi. Ed in una situazione politica difficilmente governabile, i nodi si aggrovigliano sempre più.
Il bando per selezionare un gruppo di consulenti esterni da destinare alla promozione on line del Piano Giovani è arrivato al termine di scadenza. È da ritenere che presto l’Amministrazione beneficerà di un’ulteriore pattuglia di consulenti.
A nulla sono valsi i richiami al buon senso per una Amministrazione che dovrebbe quanto meno sapere formare le risorse professionali interne per una semplice attività di comunicazione. È caduto nel vuoto persino l’invito dell’Ars a rimandare il bando a dopo le elezioni europee, perché il saggio suggerimento sarebbe arrivato fuori tempo massimo; come se le buone ragioni del rinvio si annullassero a distanza di qualche giorno!
In questa tormentata vicenda non mancano spunti di originalità; come le argomentazioni del dirigente preposto, che ha escluso costi aggiuntivi perché già previsti nel bando! O come la inconsueta presa di posizione dei Cobas regionali che hanno deciso di adire la giustizia amministrativa avverso un provvedimento dell'Amministrazione (bando) che avrebbe leso i diritti dei loro assistiti.
C'è persino una chicca. I sindacati si dichiarano disponibili a mandare in soffitta l'arcaico strumento dell'interpello, smontando così un comodo alibi. Merito ai Cobas che hanno avuto il coraggio di ribaltare i ruoli; ma nell'ortodossia dei rapporti di lavoro, questa iniziativa avrebbe dovuto essere assunta dall'Amministrazione regionale; e già da molto tempo.
Sotto le pressioni della piazza, l'Ars si prepara a reimmettere tra i beneficiari del sussidio alcune centinaia di ex Pip spostando la linea della esclusione, dal reddito familiare a quello individuale. Nessuno però si preoccupa di spiegare all'opinione pubblica che ventimila euro di reddito familiare Isee equivalgono, tanto per fare una simulazione, ad un reddito effettivo di 48 mila euro all'anno in capo ad una coppia con due figli ed una casa in comodato gratuito.
Ovviamente nessuno si pone poi il problema che, soltanto in Sicilia e soltanto nella fascia di età 15-34 anni, ci sono secondo Svimez 504.100 Neet, giovani che non studiano, non lavorano e che sono esclusi da qualunque aiuto finanziario. Non è neanche il caso di entrare nel merito dell'utilizzo che viene fatto degli ex Pip; resta in piedi però un sistema che legittima l'erogazione di sussidi circoscritta ad alcuni, in presenza di un quadro di finanza pubblico devastato e con la contestuale esclusione da ogni beneficio della maggioranza assoluta dei siciliani senza lavoro.
L'emendamento dell'onorevole Cracolici che tentava di fissare un tetto massimo di retribuzione a 200 mila euro lordi (appena al di sotto di quanto percepisce il Presidente della Repubblica) per i funzionari regionali e dell'Ars, è stato considerato inammissibile e, salvo fatti nuovi, non sarà neanche sottoposto al vaglio dell'Aula.
La spiegazione, ad di là di alcuni tecnicismi, starebbe nell'aggancio delle retribuzioni del personale dell'Ars a quelle del Senato. Nel frattempo però, l'ipotesi del tetto retributivo è saltata tanto per i regionali che per il personale dell'Assemblea. Viene da chiedersi come potrà essere regolata questa vicenda, il giorno che fosse superato il bicameralismo perfetto, con la sostanziale abolizione del Senato. È solo una banale curiosità perché la fervida fantasia di chi ci amministra saprebbe sicuramente individuare la soluzione più acconcia... alla bisogna.

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