Martedì, 13 Novembre 2018

Manager regionali, solo 22 pubblicano i redditi

Il «paperone» è Giovanni Villari, fino al 2012 a Italia Lavoro Sicilia: ha incassi da 270 mila euro. In 71 però restano nell’ombra. Pochi rispettano la legge sulla «trasparenza». Tra questi di rosa, ex direttore di villa sofia: dichiara 234 mila euro
Sicilia, Politica

PALERMO. Il Paperone dei manager della galassia regionale è Giovanni Villari che, quando era amministratore delegato di Italia Lavoro Sicilia, dichiarava un reddito da 270.118 euro annui. Dietro di lui, a non molta distanza, ci sono due ex dirigenti della sanità pubblica (appena sostituiti da Crocetta): Salvatore Di Rosa, fino al mese scorso a Villa Sofia, dichiara un reddito da 234.171 euro e Giuseppe Pecoraro è stato al timone del Policlinico di Messina presentando un 740 da 222.408 euro. Eccolo il podio dei manager pubblici. Anche se la corsa al primato è inficiata da chi non ha voluto partecipare: secondo la legge regionale sono 93 i dirigenti che avrebbero dovuto presentare la propria dichiarazione dei redditi e quella del coniuge ma solo in 22 si sono fatti avanti. Tutti gli altri sono rimasti nell’ombra, forti di una normativa che non prevede sanzioni specifiche se non la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di chi ha scelto di non essere trasparente. E sono davvero in tanti: dai dirigenti di società partecipate ai vertici di ospedali e Asp passando per presidenti di Camere di Commercio ed enti regionali. Tutti avrebbero dovuto rendere pubblico non lo stipendio ma l’intera situazione reddituale derivante anche da affitti, quote azionarie e proprietà varie. Una norma di trasparenza voluta dalla Regione nel 1982 e aggiornata nel gennaio scorso per equiparare i manager ai politici che già pubblicano on line la loro dichiarazione dei redditi e quella dei coniugi. I 71 che hanno lasciato scadere il termine verranno diffidati dalla Regione: avranno altri 15 giorni per rimediare. Altrimenti verrà pubblicato il loro nome con la precisazione che non hanno rispettato le norme di trasparenza. Ma - spiegano i dirigenti del servizio primo di Palazzo d’Orleans - non è prevista nè una sanzione pecuniaria nè una amministrativa. La legge c’è ma ha le armi spuntate. Anche se le recenti norme nazionali dell’allora ministro Gianpiero D’Alia potrebbero cambiare le cose: «Le mie norme - spiega D’Alia - si applicano anche in Sicilia e prevedono sanzioni pecuniarie e disciplinari». Intanto resta il dato di appena 22 manager su 93 rispettosi della trasparenza (anche se nessuno ha fornito la dichiarazione del coniuge). Tra l’altro gli ultimi dati in possesso della Regione riguardano le dichiarazioni presentate nel 2013 per i redditi dell’anno prima. Fra queste spiccano comunque le posizioni di dirigenti molto in vista: l’ex deputato Egidio Ortisi, che guida il Ciapi di Priolo (di importanza crescente alla Regione) dichiara 126.805 euro. Fulvio Bellomo, dirigente regionale e presidente del Fondo pensioni, dichiara 118.897 euro. E Ignazio Tozzo, oggi dirigente dell’assessorato alla Sanità e all’epoca al vertice del Fondo pensioni, ha dichiarato redditi per 157.200 euro. Fra i dirigenti regionali ci sono ancora Franco Nicosia, all’epoca anche membro del Cda dell’Irfis e al vertice di Cinesicilia, che dichiara 155.713 euro di reddito. Fra i vertici delle 32 partecipate si sono fatti avanti solo Cleo Li Calzi, all’epoca a Sviluppo Italia, che ha un reddito di 101.931 euro, Carmelo Cantone (Siciliacque) che dichiara 99.773 euro, l’ex dirigente regionale Adelaide Spatafora (Beni culturali spa) che ha un reddito da 115.818 euro e Benedetta Cannata, dirigente regionale membro anche del vecchio Cda di Riscossione Sicilia, che ha dichiarato 98.593 euro. Antonio Tito, anche lui in Siciliacque, ha dichiarato incassi per 69.373 euro. Fra i vertici della Camere di Commercio hanno rispettato l’obbligo di pubblicizzare i guadagni solo il catanese Alfio Pagliaro (173.336 euro), l’ennese Santo Di Bella (146.276 euro) e l’agrigentino Giuseppe Virgilio (156.150). Ci sarebbe poi la galassia di decine di Opere pie, enti e agenzie. Ma gli unici dirigenti che hanno inviato la dichiarazione dei redditi alla Regione sono stati: Francesco Mangano dell’Ipab Calderano (44.570), Bruno De Vita del Parco Alcantara (75.848), Giuseppe Parello del Parco Valle dei Templi (77.996), Mario Taccetta dell’Ipab Telesino (39.757), Bruno Bazan della stessa Ipab (72.480) e Vincenzo Barone che, guidando la fondazione Bonino Pulejo, dichiara un reddito da 129.193 euro.

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