Martedì, 25 Settembre 2018

Testuggine palustre siciliana, nasce centro di riproduzione

Alcuni studi hanno accertato che questa specie vive solo nell’Isola, ma l’inquinamento ne mette a rischio la sopravvivenza. Gli esperti: si distingue per i suoi colori

PALERMO. La testuggine palustre siciliana è endemica dell'Isola. Riconosciuta la sua specificità genetica, la specie è però vulnerabile. Nella Riserva naturale di Lago Preola e Gorghi Tondi, uno dei territori in cui la testuggine d'acqua dolce sicula è più studiata, nasce un centro di riproduzione della specie. In occasione della Giornata delle Oasi del Wwf Italia, il 18 maggio, il centro Emys sarà visitabile agli appassionati della specie.
La Emys trinacris, questo il nome scientifico della specie, è una testuggine d'acqua dolce che nasce, vive e si riproduce solo in Sicilia. Se dapprima si pensava appartenesse alla specie cosiddetta Emys orbicularis, diffusa in altre parti della Penisola, diversi studi recenti (il primo risale al 2005) e alcuni ancora in corso, hanno poi dimostrato come la popolazione di tartaruga palustre sicula non solo sia differente dalle altre, ma che abbia un vero e proprio patrimonio genetico diverso e specifico. Caratteristiche della testuggine palustre siciliana sono la colorazione scura e striature e punteggiature gialle che ricoprono testa, arti, coda e carapace. Distinguerla ad occhio nudo dalla palustre italiana è impossibile. «La specie è ancora abbastanza diffusa, ma sopravvive nei laghetti artificiali a servizio dell'agricoltura, in quello che rimane dei piccoli fiumi siciliani e trova ristoro solo nelle poche zone umide protette come le riserve naturali della regione - ha spiegato Stefania D'Angelo, direttore della Riserva naturale integrale di Lago Preola e Gorghi Tondi, a Mazara del Vallo -. Una delle popolazioni più studiate è quella che vive nella riserva che dirigo». La testuggine sicula, però, è una specie estremamente vulnerabile a causa dell'inquinamento degli habitat in cui vive. «Dagli studi condotti in questi anni si è scoperto - precisa D'Angelo - che la popolazione di testuggine che colonizza i laghi della riserva di Lago Preola è più piccola rispetto ad altre studiate in Sicilia e che la causa può imputarsi all'accumulo nei tessuti ossei e nel guscio di metalli pesanti, che derivano dalla degradazione dei fertilizzanti usati in passato nella zona e che infine impediscono la crescita dell'animale. Tutto ciò ha un impatto sul tasso di riproduttività delle femmine, che, essendo più piccole depongono anche meno uova. A questo si aggiunge la difficoltà, riscontrata in questi anni di ricerca, nella raccolta di dati di biologia riproduttiva per la struttura della riserva e per il basso numero di femmine rispetto ai maschi».
Ma proprio all'interno di Lago Preola, culla insieme a Torre Salsa dei primi studi sulla Emys trinacris, è nato il primo centro di riproduzione della specie, in seminaturalità. «Il centro Emys ci consentirà - dice D'Angelo - di studiare la biologia della specie senza interferire troppo, ma soprattutto di favorire la sopravvivenza delle uova deposte e dei neonati, estremamente vulnerabili e soggetti a predazione». Già a 6 mesi dall'apertura, le prime deposizioni sono andate a buon fine. «I piccoli - conclude D'Angelo -, compiuti i tre anni di età verranno rilasciati negli stessi luoghi di provenienza degli adulti riproduttori». In occasione della Giornata delle Oasi del Wwf Italia, domenica 18 maggio, gli appassionati di tartarughe potranno recarsi alla riserva naturale di Lago Preola e Gorghi Tondi e, con le dovute accortezze, visitare anche il centro di riproduzione Emys.

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