Giovedì, 15 Novembre 2018

Tagli ai Comuni, l’assemblea dei sindaci siciliani in diretta video

Sicilia, Cronaca

PALERMO. Già in ritardo di 5 mesi, l’ultima tranche di finanziamenti ordinari del 2013 da parte della Regione agli enti locali subirà un taglio di quasi 24 milioni: 41 Comuni saranno costretti a non incassare nulla e altri 92 riceveranno molto meno del previsto. Quasi un terzo dei 390 Comuni siciliani potrebbe viaggiare verso il dissesto. A rischio anche gli stipendi dei dipendenti.
Oggi l’assemblea dell’Anci, di tutti i sindaci dei Comuni della Sicilia ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

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ORLANDO: "AUTONOMIA REGIONALE MOTIVO DI RITARDO ". "Lo Statuto speciale siciliano è più occasione di ritardo piuttosto che di sviluppo" ha detto il presidente dell'Anci Sicilia, Leoluca Orlando, all'apertura dell'Assemblea dei sindaci ai cantieri culturali alla Zisa di Palermo. "Chiediamo l'intervento del Governo e del capo dello Stato perchè il sistema istituzionale siciliano rischia di implodere. L'autonomia regionale è diventata un limite per i Comuni siciliani". Orlando prende come esempio il caso del Demanio militare e degli Ipab, entrambi di competenza regionale. "C'è un patrimonio immobiliare inutilizzato immenso, come quello militare, che se nelle altre città può essere affidato direttamente ai Comuni, in Sicilia, invece, è la Regione a esserne competente. Patrimonio che potrebbe essere utilizzato per l'emergenza abitativa e che invece resta inutilizzato". Tono duro nei confronti degli Ipab, ex Opere Pie: "Strumenti di clientelismo dei politici di turno. Funzionanti ma chiusi e inutilizzati, mentre potrebbero essere impiegati risolvere alcune questioni come l'accoglienza dei minori non accompagnati o delle famiglie in disagio alloggiativo". 
Dai dati presentati durante l'Assemblea, il Fondo delle autonomie locali, inserito nel bilancio regionale,  in 4 anni è stato dimezzato: dai 931 mila euro del 2009 si è passati ai 435 mila euro.




ORLANDO: "TENUTA DEMOCRATICA A RISCHIO". Per il presidente regionale dell'Anci, Leoluca Orlando, in Sicilia la situazione di crisi, che vivono le amministrazioni locali, mette a rischio la "tenuta democratica della Regione", per questo se non arriveranno risposte dal governo l'associazione dei comuni "farà appello al capo dello Stato". "La crisi è delle siciliane e dei siciliani,  non dei comuni - ha detto Leoluca Orlando -. Il sistema politico regionale sembra implodere nel rimbalzo di responsabilità tra il Parlamento e il governo regionale. Stamattina ho parlato con il sottosegretario Graziano Del Rio chiedendo la presenza del governo nazionale per un confronto tra l'Anci Sicilia e la Regione. Ci auguriamo che il governo regionale e il parlamento siciliano diano una risposta adeguata, in mancanza ci rivolgeremo al Capo dello Stato". Orlando ha aggiunto che "l'Anci non è il sindacato dei sindaci ma un organo istituzionale. Abbiamo redatto un testo unico delle autonomie locali in risposta a un'Assemblea regionale pasticciona e confusa che vive di slogan". I punti principali della proposta dell'Anci, che sarà sottoscritta oggi, riguardano il federalismo fiscale, il sistema dei rifiuti e l'attuazione della riforma che manda in soffitta le Province, con l'istituzione dei Liberi consorzi dei comuni.

ANCI SICILIA: "ISTITUIRE CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE".  I sindaci siciliani chiedono l'istituzione del Consiglio delle Autonomie locali (Cal) come sede unica di confronto istituzionale, che consenta agli enti locali di esprimere pareri sui disegni di legge in discussione all'Ars, di definire linee guida su diversi temi, di sancire intese e concordare percorsi di attuazione delle leggi regionali. È una delle proposte contenute nel documento programmatico redatto dall'Anci Sicilia e presentato nel corso dei lavori dell'assemblea dell'associazione dei comuni a Palermo. L'Associazione dei comuni sottolinea di aver avanzato più volte al governo Crocetta questa richiesta «ma senza esiti». «L'impegno dell'assessore alle Autonomie locali - si legge nel documento - è stato fino ad oggi disatteso e il tentativo di controbilanciare l'assenza del Cal rafforzando il ruolo della Conferenza delle autonomie locali (Cral) anche attraverso la previsione di un calendario di sedute annuali, dopo i primi incontri iniziali, non si è concretizzato». L'Anci ribadisce la necessità di «una sede unica di confronto paritetico» anche in relazione «alla approvazione della riforma che istituisce i Liberi consorzi dei comuni e le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina», che «ridisegna la governance delle autonomie locali siciliane ed assegna ai Comuni un peso maggiore nell'attuazione del processo riformatore considerando che » in prospettiva, anche la gestione delle funzioni di area vasta, seppur indirettamente, sarà affidata alle amministrazioni locali«.  La bozza affronta anche il tema della stabilizzazione dei precari degli enti locali evidenziando che le immissioni in ruolo di questo personale potranno avvenire in numero contenuto rispetto alla platea dei lavoratori precari (circa 24 mila ndr) e subordinando la possibilità di immissione in ruolo a due condizioni »la sussistenza effettiva di una scopertura di organico e della disponibilità finanziaria necessaria«.

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