Venerdì, 16 Novembre 2018

Caltanissetta, il futuro del museo delle Vare

Sicilia, Archivio

CALTANISSETTA. Passata la festa si comincia seriamente a pensare a come "riempire" il museo nell'area ex Gil per il quale è stato speso oltre un milione di euro e tutt'ora inutilizzato. Sarà sempre il Museo delle Vare (o, come si vocifera, Museo Diocesano delle Vare) ma al suo interno troverà ospitalità altra roba - non meno importante - legata alla Settimana Santa. Il piano intermedio sarà sicuramente occupata dai cimeli (vestiti, foto, alabarde, bandiere, prodotti dell'artigianato) della Real Maestranza mentre al secondo piano (ingresso da via Napoleone Colajanni) andrebbero in esposizione le Varicedde - non tutte - del mercoledì santo i cui proprietari hanno mostrato finalmente disponibilità a fornire questi beni sui quali non c'è il vincolo della Soprintendenza. Si comincia finalmente ad avere una idea ben precisa di quello che sarà il museo sulla cui apertura - si parla della prossima estate - sono in corso contatti fra il vescovo Mario Russotto e il soprintendente Lorenzo Guzzardi già avviati informalmente durante la Settimana. Dalla Soprintendenza arrivano segnali incoraggianti per i detentori delle grandi Vare dei Biangardi ai quali resterebbe la proprietà; tutela, cura e valorizzazione passerebbero a Soprintendenza e Curia. Un compromesso che accontenta tutti. «Migliore collocazione nell'edificio ex Gil - ha dichiarato il presidente dell'associazione Giovedì Santo Michele Alloro - le Vare non potrebbero avere. La zona è vicina ala stazione ferroviaria e al terminal dei bus extraurbani e ci sono grandi spazi da dedicare ai parcheggi. Il museo resterà aperto tutti i giorni e ci saranno due persone a guidare i visitatori all'interno del museo. La struttura è grandissima e toccherà al vescovo decidere la sistemazione dei gruppi - ha aggiunto Alloro - in ogni caso dovrà rispettare l'ordine che viene seguito nella processione del giovedì santo. Le premesse sono incoraggianti e noi dato abbiamo ampia delega al vescovo per trovare la soluzione che possa far diventare un vero e proprio museo la struttura ormai del tutto completa ma inutilizzata. L'unico neo riguarda la presenza di una centralina proprio ai margini del portone principale. Visivamente brutta, andrebbe spostata».

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