Martedì, 25 Settembre 2018

Addio agevolazioni: per visitare i musei i siciliani pagheranno di più

Finora per accedere a un bene vicino casa si acquistava un ticket da un euro. Adesso, prezzo intero, come i turisti
Sicilia, Cronaca

PALERMO. Visitare un museo nella propria provincia di residenza ai siciliani non costerà più appena un euro. Anche i residenti da oggi pagheranno il prezzo intero dei ticket (che oscilla dai 6 ai 10 euro), come i turisti che vengono da fuori provincia o dall'estero. Ancora una volta le tasche dei turisti isolani che pensano di ammirare musei, gallerie, parchi e aree archeologiche della Regione vengono «alleggerite». Il motivo? L'assessorato regionale ai Beni culturali con un decreto ha abrogato l'agevolazione valida per i residenti, entrata in vigore nel 2010 e che, solo per fare un esempio, dava la possibilità ai palermitani di pagare un euro per visitare il Castello della Zisa, mentre tutti gli altri turisti ne dovevano pagare 6. Così come un messinese finora ha pagato un solo euro per girare il Teatro Antico di Taormina, a dispetto di un nisseno o di un cittadino di Amsterdam che ne hanno sborsati 8.
La decisione dell'assessorato scaturisce da una sentenza della Corte di Giustizia europea, secondo cui l'istituzione di tariffe agevolate per i residenti «costituisce un atto discriminatorio fra i cittadini».
Nel corso dell'anno 2013, la Regione dalla vendita dei biglietti di ingresso, nei musei, parchi e aree archeologiche, ha incassato 16 milioni di euro. L'assessorato stima che lo stop dell'agevolazione porterà nelle casse pubbliche circa 1 milione e 600 mila euro in più (pari al 10 per cento) rispetto agli introiti attuali, se si considera che su un totale di 2 milioni di visitatori, circa 200 mila sono stati i biglietti acquistati dai siciliani per visitare i siti nella propria provincia di residenza. Ma, secondo il direttore del dipartimento Beni culturali, Sergio Gelardi, a dispetto dei numeri, la nuova misura non penalizzerà il turismo siciliano, «perchè non sono molti i residenti che girano i musei e i parchi vicini alle loro abitazioni, non essendo purtroppo, tante le mostre o eventi che attraggono particolarmente».
Qualche numero. Nel corso del 2013, al Castello della Zisa su 21 mila visitatori che hanno acquistato il biglietto a prezzo intero, 2600 sono stati i palermitani che hanno pagato un euro, così come a Palazzo Mirto a fronte di 8200 «stranieri», 750 sono stati i residenti che hanno usufruito dell'agevolazione. E ancora, l'anno scorso al Parco di Agrigento (Valle dei Templi) su un totale di 180 mila paganti, 8 mila sono stati i siciliani residenti in provincia che hanno potuto pagare di meno, mentre a visitare il museo archeologico di Agrigento sono stati soltanto 600 agrigentini su un totale di 15 mila paganti.
Una decisione, dunque, che come chiarisce il direttore Gelardi, la Regione è stata costretta a prendere dopo essere stata «bacchettata» dall'Unione europea. «La Sicilia si è dovuta adeguare, come tutte le altre regioni d'Italia, al provvedimento europeo, dopo avere ricevuto una sorta di procedura d'infrazione comunitaria». Una sentenza (la C-388), che varrà su tutto il territorio nazionale, emessa dopo il caso dei musei fiorentini multati per avere agevolato i residenti, a discapito dei forestieri.
Il costo dei biglietti, in Sicilia, viene stabilito da una commissione sulla base del richiamo turistico. Nonostante l'entrata del nuovo provvedimento, rimangono valide tutte le agevolazioni e le esenzioni che sono state finora in vigore. I biglietti continueranno a essere gratuiti per i ragazzi fino a 18 anni, saranno ridotti del 50 per cento per gli studenti dai 18 ai 24, mentre gli over 65 potranno entrare gratuitamente, avendo diritto all'esenzione totale, così come gli insegnanti che accompagnano le scolaresche e i giornalisti.
Secondo il direttore del Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, Giovanni Leto Barone, la reazione dei siciliani che andranno a visitare i musei della propria provincia «sarà negativa, anche se le cifre dei residenti attratti dalle loro bellezze non sono alte». Nel Parco archeologico di Selinunte, l'anno scorso, su 250 mila turisti, 130 mila sono stati quelli che hanno pagato il biglietto intero, mentre circa 2.100 i residenti che hanno pagato soltanto un euro. Da oggi, dunque, il Parco, fermo restando questo flusso, potrà incassare 5 volte tanto l'incasso attuale.

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