Martedì, 25 Settembre 2018

Manovra bis e debiti alle imprese, 48 ore decisive per Crocetta

Il governo nazionale prevede meno aiuti per 67 milioni, la Regione taglia sui farmaci. Il presidente: «Agiremo colpendo gli sprechi». Oggi l’Ars vota la legge per pagare le imprese con un maxiprestito. Ncd e Forza italia: Non metteremo ostacoli

PALERMO. Un patto con il centrodestra per varare oggi la legge sui crediti delle imprese, un piano B per salvare la Finanziaria dai nuovi tagli decisi dal governo nazionale. Rosario Crocetta prova ad affrontare l’emergenza e si gioca tutto in 48 ore.
Oggi l’Ars vota la legge che permetterà di attivare un prestito da un miliardo per pagare i debiti maturati verso le imprese soprattutto nel settore sanitario (600 milioni). Per finanziare il prestito, almeno per l’anno in corso, resteranno ai massimi livelli le aliquote dell’addizionale Irpef e dell’Irap che invece, in base a un emendamento approvato in commissione, dovrebbero diminuire dal 2015. Ed è questo il punto chiave dell’assist che Forza Italia dovrebbe fare a Crocetta. Alle prese con una maggioranza «ferita» dalle spaccature in Pd e Udc, che potrebbero far mancare fino a 13 voti, Crocetta si dice però «molto ottimista sull’approvazione». Sa, il presidente, che Forza Italia e Nuovo Centrodestra non faranno opposizione. «Non credo che voteremo la legge - precisa Marco Falcone - ma non faremo ostruzionismo, potremmo astenerci. Sappiamo che senza i nostri voti la legge a rischio ma sono anche passate proposte che avevamo avanzato per migliorare il testo, come quella che permetterà di abbassare le tasse». E anche Nino D’Asero, capogruppo degli alfaniani, precisa che oggi riunirà il gruppo «ma posso già dire che apprezziamo che sia stata approvata una modifica per abbassare il tasso di interesse». Sicuro invece il voto contrario dei grillini ma l’apertura del centrodestra potrebbe spingere i malpancisti di Pd e Udc a non forzare la mano: «Non fa parte della nostra cultura bocciare un buon provvedimento per ritorsione» assicura Pippo Digiacomo.
Vicino all’incasso della legge per le imprese, Crocetta deve però risolvere la nuova emergenza finanziaria. La manovra di Renzi per ridurre il prelievo Irpef impone alla Regione un irrigidimento del patto di stabilità che si traduce in ulteriori tagli per 67 milioni. Per tutta la giornata ieri si è temuto di dover correggere i saldi della manovra correttiva, che dovrebbe permettere di spendere 300 milioni per garantire gli stipendi a tutti i lavoratori degli enti collegati alle Regione e ai forestali (una platea di 30 mila persone). Ieri il presidente ha riunito gli assessori all’Economia, Roberto Agnello, e alla Salute Lucia Borsellino. «Non taglieremo stipendi, agiremo colpendo gli sprechi nella sanità. La situazione è governabile» ha detto Crocetta in serata. In particolare presidente e assessori hanno deciso di «anticipare gli obiettivi di tagli sulla spesa farmaceutica e sui costi dei servizi, già prevedibili per circa 300 milioni. Il governo intende anticipare già prima del consuntivo di spesa, l'obiettivo di taglio di 75 milioni sulle spese regionali. E poichè la spesa sanitaria è per metà della Sicilia e per metà dello Stato ciò provocherà una riduzione anche a favore del governo Renzi a cui faremo risparmiare altri 75 sui milioni. Vogliamo mettere a posto i conti e fare spending review senza macelleria sociale». L’assessore all’Economia preparerà un emendamento per inserire nella Finanziaria bis il taglio di questi primi 150 milioni. Crocetta ha detto che i tagli alla spesa farmaceutica «si faranno applicando in Sicilia il parametro della spesa media pro-capite italiana. Non verrà tagliata l’assistenza ma solo gli sprechi. Inoltre taglieremo nei prossimi mesi anche 90 milioni agli sprechi nel settore dei servizi».
Ma i calcoli non convincono il Parlamento: «Non è come pensa Crocetta - commenta Vincenzo Vinciullo del Ncd -. La manovra Renzi ha un impatto grave: incide per 70 milioni sulla compartecipazione della Regione all'equilibrio di finanza dello Stato e blocca 121 milioni di spesa per la stretta sul patto di stabilità. Ognuno di noi si sta attivando con i propri referenti a Roma perchè l'impatto sia meno pesante». Secondo Vinciullo, di fronte a queste cifre, la commissione Bilancio oggi eviterà di riunirsi per valutare la Finanziaria bis.
E i sindacati già protestano: «Sarà il banco di prova del nuovo governo - ha detto il segretario della Uil, Claudio Barone -. Se non si riuscisse a sbloccare la manovra sarebbe un dramma e il segno che la politica siciliana non ha più alcun senso di responsabilità».

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