Domenica, 18 Novembre 2018

Medicina rigenerativa, nasce in Sicilia la rete integrata di biobanche

Sicilia, Salute

PALERMO. Nasce in Sicilia la Rete regionale integrata di biobanche a scopo clinico e di ricerca. Il progetto è finanziato dall'assessorato delle Attività Produttive della Regione Siciliana, con fondi europei. Capofila l'Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello. Scopo del Progetto è la realizzazione di un network di biobanche presenti nell'Isola con il coinvolgimento di strutture pubbliche e private. Il network sarà accreditato da un Ente certificatore esterno. La conservazione di cellule e tessuti in biobanche e la ricerca in questo settore sono processi fondamentali per incrementare la conoscenza delle caratteristiche biologiche di determinate malattie, nel tentativo di giungere ad un approccio migliore nei confronti della loro terapia. I campioni conservati «alimentano», infatti, la struttura della ricerca biomedica, della ricerca dell'industria farmaceutica e diagnostica, gli Istituti di Ricerca e le strutture Ospedaliere e sanitarie permettendo di incrementare le conoscenze nel settore della biomedicina con il fine ultimo di migliorare la salute pubblica. Nel 2010 l'importante rivista Nature ha inserito le biobanche tra le 10 idee che cambieranno il mondo. È da queste considerazioni che nasce il progetto «Rimedri», Rete Integrata di Medicina Rigenerativa. In altri termini un network di biobanche regionali finalizzato ad incrementare le nostre conoscenze in ambito di Medicina Rigenerativa. La rete, la prima in Italia, si avvale del Centro Nazionale per le Risorse Biologiche, riconosciuto dal ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, che ha alle spalle una pluriennale esperienza nel settore del biobanking. L'iniziativa è nata a seguito della pubblicazione di un bando dell'Assessorato alle Attività Produttive del 2011 per agevolazioni in favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione. «L'organizzazione di biobanche e laboratori in un network sarà attuata attraverso un processo di integrazione di dati che si traduce in un potenziamento del valore scientifico delle raccolte di materiali biologici all'interno della Regione Siciliana, sostiene Linda Vancheri, assessore regionale delle Attività Produttive. Per Villa Sofia-Cervello entrano a far parte del network la banca delle cellule staminali ematopoietiche, quella di cellule da leucemia acuta e cronica, la banca delle cellule mesenchimali fetali e quella della cornea ed altri tessuti. Per il privato, la banca di tessuti oncologici e del midollo osseo dell'Istituto oncologico del Mediterraneo, di Catania, la banca di gameti alla Casa di Cura Candela di Palermo e quella di Acidi Nucleici e Amniotici nei laboratori Campisi, ad Avola. Per il dottore Ignazio Tozzo, Commissario straordinario dell'Azienda Villa Sofia-Cervello, l'attuazione del Progetto dimostra, ancora una volta, il salto di qualità che la sanità siciliana sta facendo, grazie alle professionalità esistenti ed alla rinnovata capacità di mettere a sistema le eccellenze sanitarie presenti in Sicilia e delle quali troppo poco si parla.

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