Venerdì, 21 Settembre 2018

Crocetta apre a Raciti: troverò spazio per la sua corrente

Ritocchi in giunta dopo le elezioni europee. Il presidente: non posso tenere tutto fermo
Sicilia, Politica

PALERMO. Rosario Crocetta prova a far decollare il governo, annuncia il programma e i primi provvedimenti, ma sotto traccia lavora ancora per riportare anche le correnti più ostili del Pd dentro la giunta. E così un ritocco alla giunta non è ancora da escludere, anche se difficilmente avverrà prima delle Europee.  Il presidente ieri ha voluto ancora rivolgere un appello al segretario dei democratici, Fausto Raciti: «L’ho detto e lo confermo, non gli ho chiuso la porta. Loro volevano però che io tenessi tutto fermo fino alle Europee, cosa impossibile. E allora credo che dopo si potrà muovere qualcosa. Se Raciti vuole, trovo il modo di rappresentare la sua corrente anche subito altrimenti ne parliamo dopo le elezioni». Le urne del 25 maggio possono creare senza traumi nuovi spazi in giunta. In particolare si rafforza nella lista Pd la candidatura di Nelli Scilabra: l’attuale assessore alla Formazione non avrà come avversario principale Antonello Cracolici e neppure Fausto Raciti, che ne aveva preso il posto. Il segretario infatti ieri ha ritirato la candidatura, e verrà sostituito dal professore Giovanni Fiandaca. Sulla Scilabra convergeranno sicuramente i voti dell’area Crocetta-Lumia, del Megafono e dei Drs (e probabilmente di parte dei renziani che però faranno votare anche Marco Zambuto grazie alla triplice preferenza).
Non a caso ieri il presidente della Regione è stato l’ospite d’onore al battesimo pubblico della nuova Federazione dei moderati per la Sicilia che mette insieme i 5 deputati dei Drs (Giuseppe Picciolo, Marco Forzese, Edy Tamajo, Marcello Greco e Salvatore Lo Giudice) con Pippo Gianni (Centro democratico), Michele Cimino (Voce siciliana) e Antonio Venturino (Psi). Uno zoccolo duro di otto voti intorno a cui Crocetta e Totò Cardinale sperano di aggregare altri deputati delusi dalle posizioni dei rispettivi partiti.
Il presidente deve infatti fare i conti con la linea di opposizione che hanno preso 9 su 18 deputati Pd (Antonello Cracolici, Filippo Panarello, Pippo Digiacomo, Giovanni Panepinto, Concetta Raia, Giuseppe Arancio, Mariella Maggio, Mario Alloro e Bruno Marziano) e 4 su 8 dell’Udc (Lillo Firetto, Nino Dina, Margherita La Rocca e Mimmo Turano). Fra le due aree ostili al governo si è già creata una sorta di coordinamento. Anche se pure nell’Udc - dove la protesta è legata alla non condivisione dei due assessori Patrizia Valenti e Nico Torrisi - qualcosa potrebbe muoversi dopo le Europee: la Valenti sarà infatti candidata, probabilmente al fianco di Giovanni Pistorio, anche se c’è chi non esclude che pure Torrisi finisca in lista. In ogni caso ci potrebbero essere spazi nuovi anche per i centristi.
Su questo spera Crocetta mentre vede crescere il movimento di Totò Cardinale, che ieri ha radunato in un hotel di Monreale deputati, sindaci e assessori degli enti locali. Cardinale non si mostra particolarmente preoccupato dalla mancanza di una maggioranza: «Anche quando è stato eletto Crocetta non aveva i numeri all’Ars, ed è già andato avanti per un anno e mezzo. Oggi sciogliere l’Ars sarebbe ancora più drammatico». Cardinale scommette sul fatto che «nel medio periodo quest’area di protesta tornerà a dialogare col governo. Anzi, io credo che Raciti e Davide Faraone lo stiano già facendo». A quel punto Crocetta potrebbe riaprire i giochi per la giunta, tanto più che fra Michela Stancheris (Turismo) e Maria Rita Sgarlata (Territorio) potrebbero esserci posizioni che l’area Cuperlo del Pd potrebbe fare proprie. Oltre, come detto, lo spazio che si libererebbe alla Formazione se la Scilabra volasse a Bruxelles.
Intanto bisognerà regolare anche il rapporto fra Drs e Pd. Cardinale e Crocetta confidano nella volontà di Renzi di allargare l’alleanza da Partito democratico sia a sinistra che al centro e quindi questo nuovo raggruppamento sarebbe la gamba «popolare, liberaldemocratica, socialista e laico-risorgimentale» della coalizione siciliana. Una gamba che già alle Amministrative del 25 maggio si misurerà con propri candidati in varie aree, dal Nisseno (provincia di Cardinale) a Monreale dove Alberto Arcidiacono è già in campo ma contro un candidato del Pd, Piero Capizzi. A Raciti non piacerà.

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