Domenica, 18 Novembre 2018

Mafia, trasferiti 200 boss condannati al 41 bis

PALERMO.  Sono circa 200 i detenuti al carcere duro - capi della mafia, della 'ndrangheta, della camorra e della Scu - trasferiti dagli istituti di pena in cui erano detenuti. Il provvedimento rientra in un normale avvicendamento carcerario dei boss. L'iter per il trasferimento è stato avviato a febbraio e ne sono stati informati la Dna e le direzioni distrettuali antimafia competenti che hanno espresso parere favorevole. Tra i boss trasferiti Bernardo Provenzano, Toto Riina, i fratelli Graviano e Leoluca Bagarella.


"Nel caso di Provenzano, e di altri detenuti in età avanzata, le ragioni della movimentazione hanno
riguardato anche la necessità di allocare tali soggetti in Istituti dotati di centri clinici particolarmente attrezzati e siti in territori dello stato dove l'offerta sanitaria è notoriamente migliore". Lo scrive il Dap nella risposta alla richiesta di chiarimenti del ministro della Giustizia Andrea Orlando sul trasferimento del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano da Parma a Milano.
"Provenzano - si spiega nel documento che è firmato dal direttore generale detenuti e del trattamento, Calogero Roberto Piscitello - è stato inizialmente condotto nell'area riservata dell'Istituto di Opera ed è stato immediatamente richiesto al Magistrato di Sorveglianza
competente per territorio di valutare la possibilità di disporre il ricovero presso la struttura protetta dell'Ospedale San Paolo di Milano per i necessari accertamenti medici da parte dei nuovi organismi sanitari e per approntare nuove ed eventuali diverse terapie. In data di ieri il Magistrato di Sorveglianza ha autorizzato con ordinanza il ricovero e Provenzano è stato prontamente condotto presso il nosocomio milanese". "Provenzano è costantemente monitorato e le sue condizioni di salute sono stazionarie", assicura il Dap, sottolineando che informerà il ministero "di ogni eventuale mutamento delle condizioni" di salute del detenuto.




Bernardo Provenzano è stato trasferito il 6 aprile dall'Ospedale Civile di Parma dov'era
ricoverato dal giugno del 2013, presso l'istituto penitenziario di Milano Opera: "il trasferimento - scrive il Dap nella risposta alla richiesta di chiarimenti del ministro della giustizia Andrea Orlando - è parte di una più generale movimentazione disposta da questa Direzione Generale che ha riguardato circa 250 detenuti, ristretti in regime di 41 bis e reclusi nel medesimo penitenziario da oltre cinque anni".


"L'opportunità di tali trasferimenti, funzionale alla stessa ragion d'essere del regime detentivo" in base al 41 bis, spiega il Dap, "è stata discussa e condivisa nell'ambito di una riunione convocata dal Procuratore Nazionale Antimafia alla fine del mese di novembre dell'anno scorso, alla quale hanno partecipato i Procuratori Distrettuali Antimafia competenti sui soggetti individuati per le movimentazioni. All'esito della riunione ciascuna Direzione Distrettuale Antimafia ha fatto pervenire a questa Direzione Generale e al Procuratore Nazionale Antimafia le osservazioni e i nulla osta necessari ai trasferimenti prospettati".

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