Martedì, 25 Settembre 2018

Scontro sul rimpasto, è paralisi alla Regione

Il rimpasto slitta ancora per le liti nei partiti. Intanto l’Assemblea è paralizzata: tempi lunghi per pagamenti alle imprese e manovra bis. Negli enti regionali a rischio pure gli stipendi di aprile

PALERMO. La formazione del nuovo governo scivola alla prossima settimana. E a cascata si sposta in avanti l’approvazione della legge sul pagamento dei debiti verso le imprese e la Finanziaria bis: «Non arriveranno prima di fine mese» calcola Nino Dina, che ha rinviato alla prossima settimana la riunione della commissione Bilancio visto anche che dopo le dimissioni di Bianchi non c’è un assessore all’Economia e Crocetta, che detiene l’interim, è impegnato nei vertici di maggioranza. A questo punto sono a rischio anche gli stipendi di aprile negli enti regionali che, dopo la bocciatura della Finanziaria a gennaio, non hanno più risorse per i circa 30 mila dipendenti.
Crocetta lavora a uno schema che prevede 4 assessori al Pd, 2 all’Udc (che avrà la vicepresidenza), uno ciascuno a Drs, Articolo 4 e Megafono più Linda Vancheri, Lucia Borsellino e un esperto ai Rifiuti che Crocetta si riserva di scegliere. L’unico problema sui numeri è l’ostinazione con cui Articolo 4 rivendica il secondo assessore in forza di 10 deputati (due in più dell’Udc) Ma ci sono anche le battaglie interne ai partiti. Il Pd ha fatto sapere a Crocetta che non darà i nomi dei suoi assessori prima della riunione della direzione regionale del partito. La spaccatura nei democratici è legata alla bocciatura della candidatura di Beppe Lumia alle Europee: è forte il pressing perchè venga rimesso in lista malgrado il voto contrario della direzione regionale. Oltre a Crocetta, che lavora in questo senso, anche l’area renziana sta provando a reinserire il nome dell’ex presidente dell’Antimafia in lista. Il segretario Fausto Raciti ha motivato l’esclusione col fatto che Lumia ha superato il limite di tre mandati parlamentari fissato nello statuto del partito. Ma Crocetta e i renziani sostengono che allora lo stesso limite va applicato a Giovanni Barbagallo e Antonello Cracolici.
Solo la direzione nazionale, cioè Renzi, può reinserire Lumia in lista ma a quel punto nell’area cuperliana e quella legata a Giuseppe Lupo esploderebbe una rivolta difficile da gestire: «Come fa il rottamatore Renzi a recuperare un veterano come Lumia?» è la posizione di queste due correnti. La ratifica delle candidature, che avverrà a Roma la prossima settimana, ritarderà la chiusura del rimpasto. Inoltre dei quattro assessori assegnati al Pd, uno dovrebbe essere Nelli Scilabra (oggi alla Formazione, indicata da Crocetta) ma cuperliani e area Lupo pressano perchè non si sottragga spazio alle indicazioni ufficiali del partito. C’è chi pronostica una mediazione: Lumia in lista e la Scilabra fuori dal governo (o viceversa). Ma Crocetta si mette subito di traverso: «Senza Lumia in lista il Pd rischia di non far eleggere neppure un siciliano. Ed escludere Nelli dal governo sarebbe un grave errore politico».
Ad Articolo 4 che pressa per il secondo assessore Crocetta manda un messaggio: «Garantirò l’ingresso in giunta alle nuove forze che mi sostengono ma nessuno provi a forzare sui numeri».
C’è poi il caso dei Drs. Il movimento creato da Totò Cardinale, forte di 5 deputati, sta allargandosi: ha già aggregato Michele Cimino, Pippo Gianni e Antonio Venturino e punta ad accogliere esuli dall’Mpa. Crocetta sta aiutando i Drs per rafforzare all’Ars un’area che fa riferimento diretto a lui e per seguire la linea nazionale di Renzi che punta ad allargare la coalizione anche al centro in vista delle nuove regole introdotte con la riforma elettorale. Una cena mercoledì sera fra il presidente, Cardinale e i Drs ha dato forza al progetto. Ma le aree del Pd che fanno riferimento a Raciti, Cracolici e Lupo contestano l’opportunità di allargare la coalizione a esuli del centrodestra (sui rapporti col Megafono di Crocetta e con i Drs è stata convocata per mercoledì la commissione di garanzia regionale che dovrebbe sbarrare la strada). Malumori anche per l’assist che Davide Faraone starebbe offrendo al progetto: la conferma sarebbe la presenza del braccio destro di Renzi alla cena. Enzo Napoli, segretario Pd di Catania, ironizza: «Cardinale è il vero capo dei renziani in Sicilia».
Tra l’altro, i Drs allargandosi devono rivedere anche i propri accordi interni: sembrava certo che il loro assessore venisse scelto fra Maurizio Croce e Antonio Fiumefreddo. Ora tutto è rinviato a un vertice di partito e a una convention fissata per sabato 12 al Politeama di Palermo. Ma Marco Forzese mostra insofferenza verso la leadership: «Il nostro assessore sia Fiumefreddo».
In questo clima Crocetta conferma che «gli assessori non potranno essere deputati nè ex deputati» e per accelerare annuncia che nel week end lavorerà a una riscrittura del programma che punta su «lavoro, sviluppo, lotta agli sprechi e alla mafia, riforma della formazione». Un programma che all’inizio della prossima settimana verrà sottoposto ai leader di partito: «Una volta firmato - si augura il presidente - non ci si potrà più scontrare sui numeri».

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