Lunedì, 19 Novembre 2018

Gpl e metano disponibili in tutti i distributori della Sicilia

Sì all’installazione di colonnine nelle stazioni «normali». Nell’Isola sono circa 170 quelle dotate dei due combustibili

PALERMO. Presto sarà possibile fare il pieno di metano o di gpl alla propria auto anche in modalità self-service. Lo stabiliscono i due decreti firmati dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e da quello dell'Interno, Angelino Alfano. Una notizia che farà piacere ai tanti consumatori che negli ultimi anni - complice la crisi economica che ha costretto famiglie ed imprese ad una «spending review» fatta in casa – hanno preferito acquistareÈ un’auto alimentata da questi combustibili alternativi, che garantiscono un certo risparmio: fino al 75% per il metano e fino al 50% per il gpl. Le nuove regole messe in campo potranno servire anche da spinta alla modesta, ma continua, ripresa del mercato italiano dell'auto, che a marzo ha fatto registrare una crescita del 4,96% delle immatricolazioni: le automobili spinte a gas di petrolio liquefatto rappresentano oggi il 10% delle immatricolazioni, quelle a metano il 5%. Questi due combustibili, inoltre, in confronto a benzina e gasolio rispettano di più l'ambiente e, secondo molti studi, allungano la vita al motore. La legge prevede già l’obbligo del terzo prodotto, gpl o metano, per i nuovi impianti.
Ma l’ulteriore possibilità di poter fare il rifornimento da soli non è vista di buon occhio da Luciano Parisi, delegato regionale di Assopetroli, l’associazione che riunisce le imprese che commercializzano carburanti. Innanzitutto per questioni legate alla sicurezza. «In passato, la notte, in assenza del gestore, con benzina e gasolio nelle stazioni di servizio si sono verificati incidenti anche abbastanza gravi. È un provvedimento che ci preoccupa, dato che se da un lato serbatoi ed erogatori di metano e gpl hanno fatto passi avanti in fatto di sicurezza, dall’altro saperli maneggiare è altra cosa. Non a caso, avere un erogatore di questi due combustibili comporta una certa preparazione da parte dei gestori e degli addetti alle pompe, certificata anche dai Vigili del Fuoco». I provvedimenti, secondo quanto reso noto dal governo, sono stati messi a punto però da un gruppo di lavoro cui hanno partecipato i principali operatori del settore, con lo scopo di effettuare la revisione della normativa italiana antincendio, tramite un «multi dispenser» appositamente sviluppato che potrà erogare, oltre a benzina e gasolio, anche metano o gpl.
«La nuova normativa - ha commentato il ministro Guidi - consentirà una più ampia diffusione e permetterà al Paese di consolidare la sua posizione ai primi posti in Europa nell'utilizzo di questi carburanti con evidenti vantaggi, anche in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e di sviluppo della filiera dei relativi modelli e componenti per l'industria automobilistica». Secondo i dati a disposizione della delegazione siciliana di Assopetroli, in Sicilia attualmente sono circa 150 gli impianti dotati di gpl (molti sono presi d’assalto ogni giorno) e solo una ventina quelli con il metano. A Palermo, ad esempio, per il metano ce ne sono un paio e sembrano bastare. Il costo per aprire una stazione di servizio con i soli gasolio e benzina varia tra i 400 e i 500 mila euro, mentre con l’ormai obbligatoria presenza di un erogatore di metano o gpl il costo lievita oltre il milione di euro. E a preoccupare Parisi, a questo punto, è anche il problema occupazionale. «Se il prezzo di metano e gpl potrà diminuire, visto l’abbattimento dei costi di gestione dell’impianto, questo ricadrà sulle spalle dei lavoratori. Viviamo in Sicilia già una situazione drammatica. L’applicazione che sembra ormai certa della nuova legge in fatto di razionalizzazione della rete di distribuzione - che prevede ad esempio la cancellazione dei distributori nei centri abitati o che si trovano sul marciapiede, in prossimità di bivi o incroci, oppure privi di parcheggio – porterà nella nostra regione alla chiusura di 900-1000 impianti sui 2400 esistenti. Circa 4 mila persone potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Questo a fronte già di perdite significative negli ultimi due anni in fatto di incassi: abbiamo registrato un meno 50% di litri erogati sulle autostrade e del 20-25% nei centri urbani».

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