Giovedì, 15 Novembre 2018

Al Museo Riso "Il mare non ha paese nemmeno lui..."

Sicilia, Cultura

PALERMO. Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia presenta il progetto artistico Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di Studio ++, collettivo nato nel 2006 a Firenze - formato da Fabio Ciaravella (1982), Umberto Daina (1979) e Vincenzo Fiore (1981) - e dal 2011 inserito nell’Archivio S.A.C.S., lo Sportello dell’Arte Contemporanea della Sicilia creato da Riso per la promozione della giovane creatività siciliana in Italia e all’estero.
Si tratta di un’installazione, che entrerà a far parte della collezione del Museo, basata sull’uso della realtà aumentata, una tecnologia che permette la fruizione dell’opera attraverso una dimensione pubblica e ‘immateriale’, innescando una riflessione critica sul ruolo e l’identità dell’artista nella società contemporanea. L’opera di Studio++ riflette la ‘relazione di limite’ tra interno ed esterno, tra spazio virtuale e paesaggio urbano, e coinvolge attivamente lo spettatore in una nuova esperienza estetica al di là delle mura dello spazio museale. L’opera site-specific è pensata come omaggio alla Sicilia e alla città di Palermo: il titolo è una citazione tratta dal romanzo di Giovanni Verga, I Malavoglia (1881).
La scritta compare sul prospetto di Palazzo Riso, scaricando un’applicazione dall’App Store.
La presentazione dell’opera al pubblico è accompagnata da una tavola rotonda, a cura di Laura Barreca, nella quale saranno approfonditi temi rilevanti quali il concetto d’immaterialità dell’opera d’arte contemporanea, il contesto urbano come spazio creativo, l’uso delle nuove tecnologie nell’arte e nella comunicazione sociale come nuova dimensione estetica, la partecipazione attiva del pubblico. La tecnologia costituisce un aspetto ormai imprescindibile, e quasi pervasivo, della società e della cultura contemporanea. Grazie alla sua natura immateriale e accessibile, molti dei processi d’informazione e di conoscenza si trasmettono per via digitale, attraverso piattaforme e network dove la parola d’ordine è ‘condivisione’. Nel Ventunesimo secolo la relazione tra arte e tecnologia si è compiuta attraverso una continua capacità di adattamento a nuovi codici linguistici e di comportamento sociale, che oggi le nuove tecnologie digitali offrono come nuova ed esaltante esperienza artistica.

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