Domenica, 23 Settembre 2018

Rimpasto in dirittura d'arrivo, al via il vertice alla Regione

Sicilia, Politica

PALERMO. E’ iniziato a Palazzo d’Orleans l’incontro tra Crocetta e i leader di partito. Il presidente ha incontrato prima i rappresentanti di articolo 4 e Drs, poi spazio ai vertici di Pd ed è atteso anche l’Udc. Intanto si rincorrono le voci sulle imminenti nomine e il deputato Marco Forzese (Drs) annuncia che pur di fare l’assessore, aggirando il no ai parlamentari deciso da Crocetta, è disposto a dimettersi da deputato all’Ars.
Ieri è stata una giornata lunghissima per Crocetta. Iniziata a ora di pranzo con il vertice che ha messo attorno al tavolo segretari e capigruppo di Pd, Udc, Articolo 4, Drs e Megafono. Dopo due ore presidente e alleati decidono di riaggiornarsi alle 20. Il pomeriggio doveva servire ai partiti per trovare i nomi da indicare a Crocetta su uno schema che sembrava ormai definito: almeno sei cambi, rotazione di molte deleghe fra i partiti che le detengono, niente deputati ma via libera a politici in giunta. Per quanto riguarda i numeri: Drs e Articolo 4 (oggi non rappresentati in giunta) avrebbero un assessore ciascuno. Uno ne avrebbe anche il Megafono, che però dovrebbe intestarsi la conferma di un uscente (Michela Stancheris o, a sorpresa, Mariella Lo Bello che uscirebbe dall’orbita del Pd per entrare in quella del Megafono e occuparsi probabilmente dell’assessorato al Lavoro). Il Pd cambierebbe tre assessori (Lo Bello, Bianchi e Bartolotta) e confermerebbe su input di Crocetta Nelli Scilabra. L’Udc perderebbe un assessore e resterebbe con due (uno dovrebbe essere l’uscente Dario Cartabellotta all’Agricoltura, l’altra Ester Bonafede). Infine, Crocetta conferemerebbe Lucia Borsellino alla Sanità e Linda Vancheri alle Attività produttive. Mancherebbe ancora l’assessore all’Economia, per cui Crocetta e il Pd attendono un suggerimento da Roma.
In base a questo schema i Drs sono pronti a indicare un avvocato, un magistrato o un ambientalista a seconda della delega che riceveranno. Nel Pd sarebbero sicuri solo Angelo Villari e Giuseppe Bruno mentre sono in bilico tutti gli altri nomi circolati nei giorni scorsi (Enzo Napoli, Tonino Russo, Franco Piro). Nell’Udc è forte il pressing per dare spazio al segretario regionale Giovanni Pistorio, su cui Crocetta ha perplessità legate a una condanna della Corte dei Conti che proprio in questi giorni lo sta contrapponendo di fatto alla Regione.
In ogni caso è proprio l’Udc a far tornare in alto mare la trattativa. I centristi non ci stanno a perdere un assessore, nè a farsi imporre la scelta dei nomi da Crocetta (che probabilmente ne ha parlato con Lorenzo Cesa a Roma). E allora Gianpiero D’Alia a metà pomeriggio detta una nota in cui avverte che «non ci sono le condizioni per la partecipazione dell’Udc al governo. Si vuole snaturare l’accordo elettorale tra noi e il centrosinistra preferendo la nascita di qualcosa che somiglia al governo Lombardo». D’Alia convoca per il fine settimana il comitato regionale del partito che potrebbe decidere l’uscita dalla giunta.
I centristi lottano per non far passare il principio della rappresentanza in giunta proporzionale al numero di deputati all’Ars. Un principio che permetterebbe all’Articolo 4 di chiedere due assessori: ed è quello che hanno fatto Lino Leanza e Luca Sammartino pronti a indicare un avvocato siracusano e un palermitano ancora da individuare.
A tarda sera Crocetta lascia intuire che ad abbandonare la giunta saranno pure Niccolò Marino (oggi ai Rifiuti), Patrizia Valenti (Personale) e Maria Rita Sgarlata (Beni culturali). E per il magistrato sarebbe difficile anche un approdo al Senato perchè il Pd vuole bloccare l’operazione che dovrebbe portare Beppe Lumia a Bruxelles (lasciando libero un posto a Palazzo Madama) e in ogni caso Antonio Presti rivendica il ruolo di primo dei non eletti alle Politiche.
Di tutto questo - e anche delle contestuali nomine dei manager - partiti e presidente hanno discusso riservatamente nella notte. Non sembra in discussione invece il no di Crocetta ai deputati in giunta malgrado il pressing dei renziani con Gianfranco Vullo e dei Drs con Marco Forzese.

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