Domenica, 18 Novembre 2018

Formazione, piano per salvare 1.800 lavoratori

Prorogate fino a maggio le attività degli operatori degli sportelli multifunzionali, il cui contratto scadrà il 21 aprile. Saranno poi utilizzati in un progetto europeo e dal 2016 in un altro finanziato coi Pon. Scettici i sindacati: la procedura a spezzatino potrebbe creare problemi

PALERMO. Subito una proroga delle attività fino a maggio, poi l’utilizzo dei lavoratori nel progetto europeo Garanzia per i giovani e infine dal 2016 e fino al 2020 l’avvio di progetti finanziati coi fondi del Pon, programmi nazionali che sfruttano le risorse comunitarie per ridurre il divario economico nelle regioni meridionali: ecco il piano dell’assessorato regionale alla Formazione per salvare i 1.800 lavoratori degli sportelli multifunzionali il cui contratto scadrà il 21 aprile. Ma i sindacati condividono solo in parte l’iniziativa del governo perché temono che la procedura a spezzatino possa creare problemi con le attuali norme sul lavoro: i lavoratori firmerebbero tre contratti di fila, spiega la Cisl, e per la legge Fornero potrebbero rivendicare l’assunzione. Di certo c’è che per gli sportelli multifunzionali si prospetta una nuova lunga proroga che potrebbe traghettarli fino al 2020. Questa costola della formazione, che si occupa di orientamento al lavoro, ha partecipato a un progetto triennale che è scaduto lo scorso settembre. Per salvarli il governo regionale li ha assunti per sei mesi al Ciapi di Priolo utilizzando 36 milioni di euro di fondi comunitari destinati a politiche del lavoro. A ottobre è così partito il progetto «Spartacus» che però scadrà il prossimo 21 aprile. A quel punto la Corsello ha spiegato in commissione Lavoro all’Ars che «le economie effettuate consentiranno una proroga dei progetti fino a maggio». «Successivamente – ha spiegato l’assessore al Lavoro, Ester Bonafede - si farà ricorso alle risorse previste dal progetto comunitario Youth guarantee per aiutare i giovani a trovare un lavoro». La Corsello ha chiarito che «entro il 5 maggio le Regioni dovranno attivare i processi correlati alla Garanzia giovani» per cui da quella data dovrebbero partire i nuovi contratti. Questa programmazione durerà fino al 2015 mentre a decorrere dal 2016, fino al 2020, si proseguirà con le risorse del Pon.
A quel punto secondo la Corsello potrebbe essere possibile «il recupero delle professionalità maturate e per il quale non sarà richiesto il requisito dell'iscrizione all'albo», per cui anche i tantissimi esclusi dal progetto potrebbero essere ripescati. Ma secondo i sindacati l’iter della Regione rischia di creare problemi nella firma dei contratti. «Siamo per un’unica nuova contrattualizzazione dal 22 aprile fino al 31 dicembre 2015 – spiega Giovanni Migliore della Cisl - per esercitare sin da subito tutte quelle azioni riconducibili alla Garanzia giovani. La proroga a maggio potrebbe creare problemi al Ciapi perché porterebbe i lavoratori a dover firmare tre contratti di fila che per la legge Fornero imporrebbero l’assunzione, per cui il Ciapi potrebbe opporsi». Per Giuseppe Raimondi della Uil «gli aspetti tecnici sono ancora da affrontare, in ogni caso l’importante è che l’amministrazione si sia impegnata a garantire questi lavoratori».

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