Lunedì, 19 Novembre 2018

San Cataldo, tre cavalli maltrattati: il nucleo ecozoofilo diffida un allevatore

SAN CATALDO. Le guardie ecozoofile dell'Oipa, (Organizzazione internazionale protezione animali), coordinate dal presidente Fabio Calì, proseguono nella loro opera di monitoraggio del territorio, per cercare di prevenire il maltrattamento verso gli animali. Un lavoro intenso quello delle guardie giurate che, durante gli ultimi mesi, ha consentito loro di far microchippare circa duemila cani e denunciare circa 20 persone per maltrattamenti verso le povere bestiole. Un impegno continuo e costante da parte delle guardie ecozoofile, che le porta spesso a fare dei sopralluoghi in quasi tutti i paesi del territorio provinciale pur avendo la base operativa a San Cataldo. Nei giorni scorsi infatti, le guardie giurate, avvertite da alcune telefonate, si sono recate a Serradifalco, dove tre cavalli erano tenuti in condizioni poco adeguate ed erano pure malnutriti. Le guardie ecozoofile, dopo aver constatato le condizioni di degrado dove erano tenuti i cavalli — in una stalla con mangiatoie poco accessibili dagli animali, il tetto fatiscente e condizioni igieniche precarie — hanno redatto un referto insieme ai carabinieri della locale compagnia e ai tecnici dell'Asp, intimando al proprietario dell'appezzamento di terreno dove sorge la stalla improvvisata, di mettersi a norma, e dicendogli che altrimenti sarebbe stato denunciato come prevede la legge. Subito dopo, il nucleo ecozoofilo sancataldese si è recato a Mussomeli, dove in un vecchio casale due cani erano tenuti in condizioni forzate di cattività, bloccati con del fil di ferro. Anche in questo caso, dopo aver redatto il referto insieme a carabinieri e tecnici Asp, le guardie ecozoofile hanno intimato al proprietario del casale di dare un luogo pulito e sicuro per i cagnolini se non vuole incorrere nelle sanzioni di legge che prevedono il reato penale, di maltrattamento verso gli animali.
"In molti non sanno che, oltre alla reclusione, si rischia di incorrere in una sanzione pecuniaria di circa tredicimila euro - dice il presidente Fabio Calì - stiamo cercando di sensibilizzare le persone affinchè si rendano conto che un reato contro un animale può esser paragonabile a un reato contro un'altro essere umano. Il nostro compito è quello di stroncare sul nascere questi fenomeni di maltrattamento, non più sopportabili ai giorni nostri. Ringraziamo i carabinieri per il loro prezioso supporto, che ci aiuta ad andare avanti".

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