Giovedì, 20 Settembre 2018

Ex Pip fermato con delle armi in auto a Palermo, la Regione gli dava il sussidio

Sicilia, Cronaca

PALERMO. Il gip di Palermo Riccardo Ricciardi ha convalidato gli arresti di Fabio Pispicia, 38 anni, e Sergio Giacalone, 44, fermati dalla polizia martedì sera in piazza Lolli dopo un inseguimento. Sono accusati di detenzione di armi. Nell'auto su cui viaggiavano - una Uno rubata - sono state trovate due pistole, una 7,55 e una calibro 38, guanti e dei passamontagna.
La Regione da diversi anni gli  pagava un sussidio di 832 euro al mese come precario inserito  nel bacino degli ex Pip. Alcuni giorni fa Fabio Pispicia è stato  fermato dalla polizia a Palermo, con un'altra persona, a bordo di una Fiat Uno, con due pistole 7,65 e calibro 38,  passamontagna e guanti. Gli investigatori stanno cercando di  appurare se il commando stesse per commettere un delitto  nell'ambito di una presunta guerra di mafia per il controllo del  territorio o per tentare una rapina. Pispicia è stato espulso  dal bacino dei precari, assieme ad altre 24 persone, pochi  giorni fa a seguito dei controlli in corso da parte della  Regione sui quasi tremila beneficiari del sussidio, disposti dal  governatore Rosario Crocetta, che ha disposto verifiche a  tappeto.     


«Questa vicenda fa capire su cosa abbiamo messo le mani e sul  lavoro che stiamo compiendo - afferma Crocetta - .Tutto questo è  stato tollerato per anni, a causa dell'assenza di controlli. Una  situazione inaudita e spaventosa». Gli ex Pip fanno parte del  progetto «Emergenza Palermo» riservato a ex detenuti e soggetti  svantaggiati; creato in seno al comune di Palermo, questo bacino  qualche anno fa fu assunto dalla Social Trinacria Onlus in  convenzione con la Regione all'epoca del governo di Raffaele  Lombardo per svolgere lavori di pulizia e facchinaggio nelle  scuole e negli ospedali, ma Crocetta l'anno scorso decise di  recidere il rapporto per una serie di anomalie e i precari  tornarono in «Emergenza Palermo», passando nuovamente al  sussidio. 


Fabio Pispicia è fratello di Salvatore, boss di Porta Nuova  condannato nel processo Gotha e cognato di Tommaso Lo Presti,  uno degli scarcerati eccellenti del mandamento mafioso: alle  spalle ha qualche piccolo precedente per spaccio di stupefacenti  e ricettazione. I 25 ex Pip sono stati espulsi dalla Regione per  vicende di natura penale, altri 86 invece sono stati dichiarati  decaduti perchè hanno un reddito Isee superiore ai 20 mila euro  previsti dalla legge. 
La parentela e gli oggetti trovati nella macchina - "strumenti" spesso in uso a killer - hanno messo in allarme gli investigatori che non escludono che i due stessero per compiere un delitto.  Pispicia, difeso dall'avvocato Filippo Gallina, si è difeso davanti al gip negando perfino di essere stato a bordo della macchina, segnalata alla polizia da una telefonata anonima,  e sostenendo di essersi fermato non appena gli agenti gli hanno intimato l'alt. Il legale di Pispicia ha chiesto che venga fatta una comparazione tra il dna eventualmente trovato sulle armi e sul passamontagna e quello del fermato.

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