Lunedì, 19 Novembre 2018

San Cataldo, la discarica di via Montana potrebbe nascondere radioattività

SAN CATALDO. Potrebbe nascondere sorprese poco piacevoli l’immenso cumulo di rifiuti scoperto una settimana fa in via Beppe Montana, alla periferia del paese. La presenza di enormi quantità di elettrodomestici e materiale di vario genere aveva insospettito gli uomini della sezione ambiente della Procura e dell’Arma che, a seguito di un sopralluogo, avevano proceduto al sequestro dell’area e alla denuncia del proprietario. Adesso hanno anche “mobilitato” sezioni speciali dei vigili del fuoco per verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche o addirittura radioattive, originate dalla dispersione di liquidi di parti degli elettrodomestici che il denunciato, V.S. di 55 anni, recuperava in città per poi ammassarli nel terreno dell’abitazione dove viveva fino a qualche giorno fa. I controlli sono ancora in corso. La casa nel frattempo è stata chiusa e sequestrata, sono state disattivate tutte le utenze, acqua e luce elettrica, mentre i tre bambini trovati all’interno del fabbricato, insieme alla madre, sono stati trasferiti in una comunità. I rilevamenti dei vigili del fuoco sono la diretta conseguenza dell’operazione scattata in grande stile la scorsa settimana quando gli uomini della Sezione Ambiente e i militari dell’Arma si sono presentati in via Beppe Montana trovandosi di fronte ad una situazione a dir poco allucinante. Un terreno di duemila metri quadrati ricolmo di qualsiasi tipo di elettrodomestico, rottami di vetture e di ciclomotori, impalcature metalliche dismesse, vasche di amianto, vecchi arredi e recipienti di ogni genere, tutti posti sotto sequestro perché costituenti corpo di reato. L’uomo che è stato denunciato a piede libero perché ritenuto colpevole di “attività organizzate per il trasporto illecito di rifiuti” non possedeva, così come era stato accertato dai Carabinieri, nessuna autorizzazione per svolgere l’attività di raccolta del ferro. Questo era ciò che accadeva a pochissimi chilometri dal centro cittadino, per fortuna però la situazione non è sfuggita alla sezione “Ambiente” della Procura, costituita oltre due anni fa, che ha già localizzato e sequestrato altre due aree nell’interland nisseno, alcune con materiale fortemente inquinante.
RI. CI.

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