Domenica, 18 Novembre 2018

Regione, Crocetta fa da scudo alla sua giunta: "Di azzeramento non se ne parla"

PALERMO. «Di azzeramento della giunta non se ne parla, il presidente non è stato eletto dai partiti ma dalla gente. Poi sul resto sono pronto al confronto». Cosi il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ai cronisti prima di recarsi a Palazzo d'Orleans per il vertice di maggioranza per affrontare il nodo del rimpasto.
«Discuteremo tranquillamente ma di azzeramento non se ne parla. L'azzeramento si fa nei nuovi governi, ma i nuovi governi presuppongono nuovi presidenti. Il presidente non è stato eletto dai partiti ma dai cittadini in collaborazione con i partiti e con questi ultimi va trovata l'intesa ma nessuno pensi all'azzeramento». «Dovrei fare come Renzi - ha continuato - quando disse 'tranquillo, Enrico? Il metodo Renzi si applica solo a Roma o in Sicilia non vale? Io mi appello proprio a quel metodo, che anzi qui è stato anticipato».
In merito a un possibile ingresso in giunta di membri di Articolo 4 e Drs, il governatore ha specificato che «il problema principale sono i partiti minori ma io faccio anche un altro ragionamento. Noi abbiamo concordato un programma e lo abbiamo portato ampiamente avanti perchè la spesa europea è stata sbloccata, perchè le riforme si stanno facendo, perchè non abbiamo fatto macelleria sociale, perchè il bilancio lo stiamo risanando. Sono risultati evidenti di fronte a tutti. Mentre altri governi - ha concluso - hanno distrutto la Sicilia e l'hanno portata in una situazione terribile di dissesto, questo governo sta facendo esattamente l'opposto».


"RIFORMA DELLE PROVINCE? MI ASPETTO L'OK DEL COMMISSARIO DI STATO". «Mi aspetto che la riforma delle Province passi indenne dal vaglio del commissario dello Stato, del resto il presidente dell'Ars ha detto che aveva fatto le sue verifiche». Così il governatore Rosario Crocetta rispondendo ai cronisti. Il pronunciamento del commissario Carmelo Aronica è atteso in settimana. Alla domande se ha già avuto qualche riscontro, Crocetta ha aggiunto: «Io rispetto i ruoli».


"NO A IRPEF E IRAP CONGELATE PER 30 ANNI". «Non siamo cosi folli da bloccare l'addizionale Irpef per 30 anni, ma purtroppo ci hanno chiesto misure eccezionali per pagare i debiti con le imprese, debiti che non ha fatto certo il mio governo. Non abbiamo la bacchetta magica e non facciamo miracoli: dovremo verificare col governo nazionale e col commissario dello Stato la norma proposta a giugno e cioè di fare tutto a carico del risparmio in modo da operare la riduzione dell'addizionale Irpef. Ma questo si può fare dal 2017 in poi». Così il governatore Rosario Crocetta conversando con i cronisti a villa Malfitano a proposito della proposta del presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante di garantire il mutuo da 1 miliardo di euro con i tagli alla spesa e non congelando le addizionali Irpef e Irap. «Le imprese si lamentano sempre, ma non mi riferisco ovviamente a Confindustria Sicilia», aggiunge Crocetta.
Crocetta ha proseguito: "C'è il commissario dello Stato che chiede che tutti i risparmi vengano
destinati al fondo rischi, che anch'io voglio ripristinare, perchè non dimentichiamo che i bilanci del 2011 e del 2012 presentavano un buco rispettivamente di due miliardi e di un miliardo, che abbiamo coperto". "Quindi come si fa a pensare - ha osservato governatore - di ridurre le entrate nel momento in cui l'oggetto dell'impugnativa era quello? Mi sembra improponibile". "Non pagare le imprese d'altronde - ha sottolineato - avrebbe conseguenze sull'economia e dunque occorre che le aziende si accontentino di una mediazione, non possono volere la botte piena e la moglie ubriaca. Vogliono il risanamento del bilancio ma anche essere pagati, e in tutto questo senza aumenti delle tasse, che noi peraltro stiamo diminuendo".


"DOVE SONO FINITI I SOLDI PER LE IMPRESE?". «Invece delle lamentale, si dovrebbe fare una denuncia forte per capire dove siano finiti questi 850 milioni che erano destinati a pagare le imprese, come si siano potuti spendere oltre i bilanci». Lo dice il governatore Rosario Crocetta a proposito dei fondi con cui la pubblica amministrazione avrebbe dovuto pagare i fornitori e che adesso ha costretto il suo governo a proporre il mutuo da 1 miliardo di euro per fare fronte agli impegni con i creditori. «Oggi - aggiunge - ripariamo a un torto subito dalla Sicilia e dall'imprenditoria. Con senso di responsabilità dobbiamo immaginare un percorso che permette di sbloccare i pagamenti. Non farlo sarebbe criminale».

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